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Traduzione dei documenti legali di Amber

In risposta alla denuncia per diffamazione da parte di Johnny Depp, Amber ha risposto in tribunale riportando nel dettaglio gli orribili abusi subiti dall’ex marito. In questo post, riportiamo le dichiarazioni di Amber con annesse prove allegate, tutto tradotto in italiano.

DICHIARAZIONE DI AMBER LAURA HEARD

Io, Amber Laura Heard, dichiaro quanto segue:
1.   Sono parte in causa di questo processo. Conosco personalmente i fatti descritti e se chiamata come testimone, testimonierò quanto segue.
2.   Ho incontrato John C. Depp, II (“Johnny”) per la prima volta nel 2009, e abbiamo iniziato a frequentarci alla fine del 2011 o all’inizio 2012 circa. Per il primo anno della nostra relazione, Johnny era sobrio e il nostro amore è sbocciato. Eravamo innamorati.
3.   Dopo un anno della nostra storia, ho cominciato a vedere Johnny abusare di droghe e alcol, o direttamente ubriaco o fatto. Iniziava e interrompeva spesso delle cure mediche per curare la dipendenza di droga e alcol, incluso un aiuto medico che viveva con lui 24 ore su 24 per gli ultimi tre anni della nostra relazione. In alcune occasioni, quando Johnny usava simultaneamente narcotici illegali e medicinali da prescrizione, ho dovuto personalmente cercare sostegno medico. Ogni volta che ne faceva uso, mi preoccupavo sia per me che per lui. Diventava una persona completamente diversa, spesso delirante e violento. Chiamavamo quella versione di Johnny “il Mostro”.
4.   Spesso Johnny non ricordava della sua condotta delirante e violenta quando usciva dal suo stato di ebbrezza. Alla fine, visto che i suoi abusi continuavano, ho iniziato a documentare le ferite e i danni con foto o video così che potessi mostrare a Johnny quello che aveva fatto mentre era in stato alterato. Perché amavo Johnny, ho creduto nelle sue numerose promesse che sarebbe potuto guarire e che lo avrebbe fatto. Mi sbagliavo.
Tardo 2012/Primi 2013, Los Angeles, California:
5.   La prima volta che Johnny mi ha picchiata è stato alla fine del 2012 o all’inizio del 2013. Eravamo a Los Angeles, California, parlavamo di un tatuaggio e ho riso per qualcosa che Johnny aveva detto. Ho pensato stesse scherzando. Lui ha risposto schiaffeggiandomi in viso. Ogni colpo era più forte di quello di prima. Il terzo schiaffo mi ha fatto finire per terra. Non ho risposto né fisicamente né verbalmente; sono rimasta immobile, per paura o per shock, e poi sono andata a casa senza dire una parola. Quel giorno ho pensato di lasciare Johnny.
8 Marzo 2013, Los Angeles, California:
6.   Johnny mi ha picchiata di nuovo l’8 Marzo 2013 nella mia casa a Los Angeles. Questo è stato solo uno sfortunato incidente di una lunga seria in quel periodo in cui Johnny diventava irascibile e violento quando era sotto l’influenza di droghe e alcol, poi mortificato e dispiaciuto quando tornava sobrio. In questo incidente in particolare, Johnny si stava ubriacando e drogando da solo, e si era arrabbiato perché avevo appeso al muro un dipinto donatomi da una persona con cui ero stata in passato. La mattina seguente ha provato a dar fuoco al quadro. Io e il team di Johnny abbiamo chiesto a mia sorella Whitney di venire a casa e provare a mediare con Johnny, e così ha fatto. Dopo che se n’è andata, Johnny ha ripreso a litigare con me e mi ha colpita così forte che uno schizzo di sangue dalle mie labbra è finito sul muro. In allegato come Prova 1, una copia esatta e reale di un messaggio fra me e Johnny il martedì seguente. Nel mio telefono, ho salvato Johnny come “Steve” e sul suo telefono, lui ha salvato me come “Slim”, in parte per proteggere la nostra privacy se mai qualcuno fosse entrato in possesso dei nostri telefoni.

Johnny: “Pensavo dovessi sapere che esiste un libro chiamato ‘Disco Bagno di Sangue’, tutto qui…”
Amber: “Dobbiamo averlo! Per caso parla dello scorso venerdì sera?”
Johnny: “Come fai a farmi sorridere in un momento così terribile? Sì, parla di venerdì sera… Stronzetta simpatica. Ti amo fottutamente, troia!!!”


24 Maggio, 2014, Volo da Boston, Massachusetts a Los Angeles, California:
7.   Il 24 Maggio 2014, circa, ho incontrato Johnny a Boston e insieme ci siamo imbarcati da Boston per Los Angeles su un aereo privato. Johnny aveva bevuto molto e stringeva in mano una bottiglia di champagne quando l’ho incontrato di mattina. Sul volo, Johnny ha ordinato agli assistenti di volo di dargli una bombola di ossigeno, e ha continuato a bere pesantemente. I collaboratori di Johnny mi hanno detto che era arrabbiato a causa di una scena romantica che avevo girato con James Franco per un film il giorno prima. Presto, Johnny ha iniziato a tirarmi oggetti. Anziché reagire al suo comportamento, mi sono semplicemente spostata di sedile. Ciò non lo ha fermato. Per provocarmi, mentre passavo ha spinto una sedia verso di me e gridava, provocandomi mentre urlava “James Franco”. Ad un certo punto mi sono alzata e Johnny mi ha dato un calcio nella schiena, facendomi cadere. Johnny mi ha lanciato un suo stivale mentre ero a terra. Johnny ha continuato ad urlare oscenità fino a quando non è andato nel bagno dell’aereo nel quale si è rinchiuso e poi è svenuto per tutto il resto del volo. In allegato come Prova 2, una copia esatta e reale di alcuni messaggi fra me e Johnny (salvato come “Steve”) datato 25 Maggio 2014. Nei messaggi, Johnny ammette “Ancora una volta, mi trovo a provare vergogna e ad essere pentito. Ovviamente mi dispiace. Non so davvero perché o cosa sia successo. Ma non lo farò mai più”.

Johnny: “Ancora una volta, mi trovo a provare vergogna e ad essere pentito. Ovviamente mi dispiace. Non so davvero perché o cosa sia successo. Ma non lo farò mai più. Voglio stare meglio per te. E per me. Devo. In qualche modo la mia malattia è tornata e mi ha acchiappato. Non posso farlo di nuovo. Non posso vivere così. E so che non puoi nemmeno tu. Devo guarire. E lo farò. Per noi. A partire da oggi. Ti amo. Di nuovo, mi dispiace. Mi dispiace così tanto. Ti amo e mi sento malissimo per averti deluso… Per sempre tuo”
Johnny: “Vedo che la comprensione e il perdono non sono nel menù… Sono deluso di vedere ciò, ma non troppo sorpreso, direi…”
Amber: “No. Ma è tutto apposto e potrebbe funzionare con il minimo stress per la mia vita, potrebbe! E sì, vedo che non capisci, ma mi servono i soldi. Solo perché non è un “lavoro per guadagnare tanto” non significa che non mi servono i soldi che ne ricavo!!!!!!! Non ti preoccupare amore, non farò niente che ti faccia star male o che ti dia fastidio. Dimmelo quando vuoi – e lo farò. Ma alla fine dovremo parlarne prima o poi. Ok?
Sono in una situazione delicata adesso – e ho bisogno di lavorare. Punto. So che dimentichi cosa significhi, ma per favore cerca di capire. Mi sento come se volessi umiliarmi. Ti amo. Non so che altro dire… Dobbiamo parlare di persone di questa storia e la risolveremo, ne sono sicura”
Johnny: “Perché lo vuoi!!! Gli hai dato corda!!! Non hai lasciato perdere tanto facilmente!!!”
Amber: “Lo hai detto l’ultima volta. (In modo più rispettoso) e non l’ho fatto! Perché volevo parlarne meglio con te. Coinvolgere di più te e il tuo pensiero a riguardo. Ma non abbiamo avuto tempo di parlarne in persona (ovviamente) per cui niente di tutto ciò è stato possibile…
Ciò che non voglio perdere è uno stipendio di cui ho bisogno. Di cui i miei genitori hanno bisogno. Tutto qui. Lavoro. Questo è il mio mestiere. E la maggior parte delle volte vorrei essere meglio di quello che sono. Ma al momento – non lo sono. Questo era il mio lavoro quando mi hai conosciuta. E sfortunatamente, ho bisogno di lavorare perché sono in una situazione difficile. (…)”
Amber: “(…) Ma ho evitato di prendere una decisione – in qualunque direzione – per te. E per i tuoi sentimenti e per la conversazione (che ancora dobbiamo avere) in merito a ciò. Non vorresti questo da parte mia? Faresti questa precisa cosa per me?”
Johnny: “Speravi in una mia opinione sul pezzo con James Franco? Avrei preferito non ti abbassassi a un tale livello, ma… mi hai già detto quanto ti piace il materiale e che non è solo per soldi… Quindi… E’ “arte”… Non affronterò quel viscido porco… No, signora… Devi per forza fare quel film!!! Vuoi proprio farlo, ovviamente…
Vado a dormire. Buonanotte…
Speriamo che domani vada meglio…
Wow… Sei proprio divertente…”

8.   Anche Stephen Deuters, l’assistente di Johnny (salvato come “Stephen” nel mio telefono) mi ha mandato un messaggio il 25 Maggio 2014 per scusarsi a nome di Johnny per il suo comportamento durante il volo. Stephen ha ammesso che Johnny “era sconcertato. Quando gli ho detto che ti ha presa a calci, ha pianto”. In allegato, una copia vera e corretta di un messaggio fra me e Deuters datato 25 Maggio 2014 nel quale Deuters conferma i miei ricordi di quanto accaduto e mi passa dei messaggi da parte di Johnny. Nello specifico, la Prova 3 è stata generata da un tecnico forense che ha estratto questi messaggi dal mio telefono nel 2016 per smentire le accuse che, in qualche modo, avessi manipolato o falsificato questi messaggi.

Stephen: “E’ su. In bagno. Si muove lentamente. Ti faccio sapere quando saremo in viaggio e come sta in macchina”
“E’ dolorante, come immaginerai”
“E’ stato male. Lo mettiamo subito a letto”
“Siamo in viaggio verso l’80”
“Hey. Sta dormendo profondamente. Siamo qui a prenderci cura di lui”
Amber: “Grazie. Per favore, fammi sapere quando ci parli. O se c’è qualche cambiamento degno di nota – o se qualcosa va storto”
Stephen: “Hey. E’ sveglio. Sta molto meglio. Più lucido. Non ricorda molto. Ma gli abbiamo fatto un resoconto di tutto ciò che è successo. E’ dispiaciuto. Molto dispiaciuto. E vuole solo stare meglio. Ciò ci permette di fargli mantenere quella promessa.
“E’ in lacrime. Non vuole più essere un disastro – parole sue. Ha avuto una brutta indigestione stamattina ma per il resto tutto apposto. Si è riaddormentato per un po’.
Ho parlato con C. Speriamo di organizzargli un incontro con il Dr Kipper per mercoledì. Non lo salterà questa volta”
Amber: “Se lo fosse, me lo direbbe lui stesso, immagino.
Quel dottore sarà a Boston? Gli hai detto di Charlie?”
Stephen: “Quel dottore andrà a Boston. E’ molto più competente di Charlie. Non ho paura di parlargli di Charlie – lo farò più tardi quando si sveglia”

Amber: “Ok. Non l’ho sentito. Cosa che mi aspettavo. Voglio comunque tornare a New York oggi, col volo notturno. Non posso continuare così”
Stephen: “Il suo telefono è in tilt. Lo sto riavviando. Lo sentirai presto, ne sono sicuro. Sembra ci sia stato un grosso cambiamento in lui stamattina. Ha appena detto quanto sta male e non sta parlando di male fisico.
Credo che ti abbia appena mandato un messaggio. E’ incredibilmente dispiaciuto e sa che quello che ha fatto è sbagliato. Adesso vuole guarire. E’ stato molto esplicito a riguardo questa mattina”
Amber: “Sì, ma non so più come comportarmi quando sono con lui dopo ieri. Non so se posso continuare a stare con lui. Ho bisogno di tempo”
Stephen: “Vuole davvero vederti. E’ sconvolto”
Amber: “Non preoccuparti per i voli. Me ne occupo io da sola. Grazie”


Agosto 2014, Bahamas:
9.   Ad Agosto 2014, io e Johnny siamo partiti per le Bahamas per aiutare Johnny a disintossicarsi sotto la supervisione della sua infermiera personale Debbie Lloyd. Mentre eravamo alle Bahamas, Johnny ha avuto un numero di episodi maniacali che hanno richiesto delle cure mediche che Debbie non poteva fornirgli da sola, così abbiamo fatto arrivare il Dottor David Kipper, il dottore privato di Johnny, per aiutarlo a gestire questi episodi sempre più gravi.
10.   Il 17 Agosto 2014, mentre eravamo alle Bahamas, io e Johnny abbiamo avuto una lite in cui Johnny mi ha preso a calci e mi ha spinta a terra, mi ha schiaffeggiata con la mano aperta e poi mi ha presa per i capelli. Durante questo assalto, Johnny ha calciato la porta così forte da romperla. In allegato come Prova 4, alcune copie esatte e reali delle foto della porta rotta.


11.   Ho contattato il Dottor Kipper e la sua assistente Debbie Lloyd chiedendo aiuto per Johnny e per gestire il suo complesso regime di droga. Entrambi sono arrivati la notte del 17 agosto 2014 e hanno visto le mie ferite. Abbiamo tutti continuato a monitorare Johnny per parecchi giorni successivi. In allegato come Prova 5, alcune copie esatte e reali dei messaggi fra me, il Dottor Kipper e la sua assistente Debbie Lloyd durante quei giorni.

Amber: “Il problema si è ripresentato. Ha preso le medicine circa 30 minuti fa (sembra essere una tendenza) e credo che non abbiano ancora fatto effetto – all’improvviso ha iniziato a scattare di nuovo. Sta iniziando a urlare – era così arrabbiato che mi ha spinto e mi ha chiesto di andarmene. Non so che altro fare. Scusate per il disturbo”
Debbie: “Vuoi che veniamo lì?”
Amber: “Sì”
Debbie: “Ok, arriviamo. A casa o al bar?”
Amber: “Probabilmente è al Cabrones”
Amber: “Ho appena visto il tuo messaggio. Scusa, si è rigirato per tutta la notte. Si è svegliato almeno una volta, ma poi è tornato a dormire.
Si è svegliato circa 30 minuti fa”
Debbie: “Non ti preoccupare, ti ho scritto prima che Kipper arrivasse e parlasse con te. E’ sveglio ora? Come vanno le cose?”
Amber: “Male. E’ sveglio. Non sta bene. Molto arrabbiato. Pessimo umore”
Debbie: “State parlando? Hai preso le medicine della mattina?”
Amber: “Sì, ma è difficile. Si arrabbia sempre senza la minima provocazione. Non mi lascia pensare di poter conversare con lui. La pressione del sangue era buono, tipo 127 su 88 o qualcosa del genere. Ha appena preso le medici del mattino”
Debbie: “So che è dura adesso. E’ arrabbiato con tutti, ma soprattutto con se stesso e non sa come gestire queste emozioni senza le sue droghe. Stai il più calma possibile. Supereremo la giornata e lo riporteremo a casa”


17 Dicembre 2014, Los Angeles, California:
12.   Il 17 Dicembre 2014, dopo che Johnny ha avuto un episodio particolarmente violento, si è scusato per il suo comportamento, chiamandosi da solo un “fottuto selvaggio”. In allegato come Prova 6, alcune copie esatte e reali degli screenshot dei messaggi (ancora, Johnny è “Steve”).

Johnny: “Slim… Ti amo così tanto… Mi dispiace averti deluso così tanto… E non potrei essere più dispiaciuto per avere rovinato la tua giornata ancora una volta… Ovviamente, porto nel cuore la tua generosità, il tuo altruismo, il tuo amore e la tua dolcezza… E, credo, la cosa sia reciproca… L’agonia non è mai la soluzione a nessuna equazione, o occasione… Nemmeno la rabbia lo è… Credo che siamo d’accordo su questo… Per favore, sappi che le mie scuse sono sincere e concrete… E, per quanto suoni stupido…?? Spero che il tuo incontro con Clive Barker sia eccellente!!! Ti amo così fottutamente tanto…!!! Con amore… Steve”
Amber: “Grazie per le tue parole…..”
Amber: “Sono appena andata via da Betty Sue. Mi allontano di qualche isolato per andare a bere qualcosa con Megan. Spero di vederti quando torno a casa…. Non voglio quest’agonia… E non posso sopportare di infliggerne a te”
“Sto tornando a casa”
Johnny: “E’ andato via… L’ho lasciato andare… Mi sono spinto troppo oltre… Tendiamo/Tendo a farlo… Me ne pento sempre ogni volta che salto, o peggio… Quando tu salti!!! Non voglio essere condizionato a continuare con questo comportamento… Perciò, mi metterò duramente a lavoro con Shrank…”
Johnny: “(…) Mi dispiace di essere così poco… Per essere una delusione per te… Per il mio comportamento. Sono un fottuto selvaggio … Devo smetterla… La smetterò!!! Il Diavolo è sempre dietro l’angolo, vero…?? Vorrei essere capace di portare anche solo il barlume di un sorriso sul bel viso del mio sogno più meraviglioso e dei miei incubi più oscuri… Ti amo fin troppo per far sì che arriviamo ad insultarci atrocemente come abbiamo fatto/facciamo… Non è qualcosa di cui sono particolarmente fiero… E mi pento di avergli dato vita… Perché… Cazzo… Come litighiamo, piccola… ????? Come facciamo a finire proprio sulla soglia del precipizio..?? E perché?? Vorrei saperlo. Dio mio… E… So che HAI RAGIONE…!!! Sono PERFETTAMENTE CONSAPEVOLE che AVREI DOVUTO controllarmi in quel momento… E che non creerò MAI PIU’ esperienza negative… Posso farcela!!! Che concetto meraviglioso da immaginare… Vorrei che tu fossi vicino a questo Lunatico… Stai attenta là fuori… Ti adoro!!!”


25 Gennaio 2015, Tokyo, Giappone:
13.   Il 25 Gennaio 2015, circa, io e Johnny eravamo in una camera d’albergo a Tokyo, Giappone. Johnny mi ha spinta, schiaffeggiata e poi mi ha afferrata per i capelli. Quando ho provato ad alzarmi, Johnny mi ha costretta sul pavimento. Mi sovrastava e urlava mentre io piangevo.
Marzo 2015, Australia:
14.   Il 3 Marzo 2015, sono arrivata in Australia per incontrare Johnny dopo aver finito di girare un film. Era la prima volta che vedevo Johnny in circa un mese e ho notato che Johnny aveva perso molto peso e delirava. Ad un certo punto nei giorni seguenti, ho visto Johnny estrarre quella che poi ho scoperto essere una busta di MDMA (ecstasy); nonostante Johnny avrebbe dovuto essere pulito al tempo, mi ha detto che non gli avevo esplicitamente proibito di assumere ecstasy. La discussione si è riscaldata e Johnny mi ha spinta, schiaffeggiata e sbattuta a terra prima che io mi ritirassi e rinchiudessi in camera per mettermi a letto, a causa del jet-lag del viaggio.
15.   Quando mi sono svegliata il mattino seguente, sono scesa al piano di sotto per trovare Johnny ancora sveglio e scoprire che era rimasto sveglio tutta la notte dopo aver preso circa otto pillole di MDMA. Stava anche riprendendo a bere. Abbiamo iniziato a litigare di nuovo, Johnny mi ha aggredita e io mi sono barricata in una delle camere. Ciò non ha trattenuto Johnny dallo sfondare la porta della camera in cui stavo io. Arrivata la notte, Johnny mi aveva ormai picchiata più volte, spinta e buttata a terra, strangolata e sputato in faccia. Poi Johnny mi ha passato una bottiglia di liquore da cui stava bevendo e mi ha chiesto “Cosa pensi di fare?”. Io ho buttato la bottiglia a terra. Johnny ha iniziato a lanciarmi lattine e bottiglie di vetro. Volevo che Johnny andasse a dormire nella speranza che tornasse sobrio. Invece ha cominciato a litigare con me riguardo al nostro matrimonio. L’ho osservato mentre chiamava al telefono vari avvocati e rappresentanti, inclusa Tracey Jacobs, poi il suo agente e infine la United Talent Agency.
16.   Quella notte, Johnny mi ha sbattuta su un tavolo da ping-pong che è collassato sotto di me. Johnny ha lanciato delle bottiglie contro i pannelli di una portafinestra, rompendo due vetri e lasciando frammenti ovunque. Poi Johnny mi ha afferrata, stringendo il mio corpo e la mia camicia da notte. Me l’ha strappata di dosso e ad un certo punto mi sono trovata nuda e scalza, ricoperta di alcol e vetro. Johnny mi ha afferrata per i capelli e mi ha strangolata contro il frigorifero in cucina. Ho provato a mettermi in piedi, ma continuavo a scivolare sul pavimento ricoperto di vetro e sul piano della cucina. Johnny mi ha spinta lontano da lui e io ho provato a scappare mentre lui continuava a lanciarmi contro alcol ed altri oggetti. In uno dei momenti più orribili e spaventosi di questi tre giorni, Johnny mi ha afferrata per il collo e per la clavicola e mi ha sbattuta contro il ripiano della cucina. Ho cercato di rialzarmi mentre mi strangolava, ma le braccia e i piedi continuavano a scivolare sull’alcol versato e sui pezzi di vetro rotto sul ripiano e sul pavimento, i quali mi tagliavano continuamente braccia e piedi. Temendo per la mia vita, ho detto a Johnny “Mi stai facendo male, mi stai tagliando”. Johnny mi ha ignorata, ha continuato a colpirmi con il dorso di un pugno e ha sbattuto un telefono di plastica contro il muro con l’altra mano fino a quando non si è distrutto in mille pezzi. Mentre sbatteva il telefono, Johnny si è ferito gravemente un dito, tagliandone la punta. Non ho tirato una bottiglia di vodka – o nessun altro tipo di bottiglia – a Johnny e non ho causato quella ferita al suo dito. Quando sono riuscita a dileguarmi, mi sono barricata in una stanza al piano di sopra e ho provato a dormire.
17.   Al terzo giorno in cui Johnny è rimasto sveglio senza mai dormire, sono scesa al piano di sotto per trovare numerosi messaggi che Johnny aveva scritto per me in giro per la casa, sui muri e sui miei vestiti, scritti in una combinazione di pittura e di sangue del suo dito rotto e tagliato. Inoltre, Johnny ha urinato per tutta la casa nel tentativo di scrivere altro. Sono riuscita a fare solo alcune foto di questi messaggi perché mi sono barricata nuovamente nella mia stanza, anche se erano stati scritti ovunque nella casa. In allegato come Prova 7, alcune foto esatte e reali dei messaggi che Johnny ha sparso col suo sangue e con la pittura nel bagno adiacente alla stanza in cui mi ero rinchiusa.

“Ama farsi le foto nuda”
“Così moderna”
“Chiama la mamma di Carly. L’ha detto meglio, tesoro :)”
“Interpretato da Billy Bob”
“Amber facile”


18.   Quando sono riuscita a far arrivare la sicurezza, erano passate quasi 24 ore da quando Johnny si era tagliato parte del dito. Il suo team era preoccupato per la quantità di sangue che aveva perso e così è stato portato d’urgenza in ospedale. Dopodiché, io sono tornata a Los Angeles e Johnny è tornato nella sua casa a West Hollywood. Avevo il labbro spaccato, il naso gonfio e tagli su tutto il corpo che amici, parenti, medici e colleghi hanno visto. Ad oggi, ho ancora le cicatrici su braccia e piedi di questo incidente. In allegato come Prova 8, una copia esatta e reale di una foto delle cicatrici di questo incidente ancora visibili sul mio braccio sinistro.


Marzo 2015, Los Angeles, California:
19.   Nel tardo Marzo 2015, io e Johnny eravamo a Los Angeles, California. La mano di Johnny era ancora ingessata dall’incidente in Australia. Dopo essersi arrabbiato, ha iniziato a distruggere cose per tutta la casa, inclusi i miei oggetti personali dentro il mio armadio. Mia sorella Whitney era presente e quando Johnny si è lanciato per colpirmi, Whitney si è messa in mezzo a noi. Johnny ha spostato la sua attenzione su di lei che stava di fronte ad una rampa di scale, e si è slanciato verso di lei. Agendo in difesa di mia sorella, spaventata per la sua incolumità, ho dato un pugno in faccia a Johnny per distogliere la sua attenzione da lei. Quella è stata la prima ed unica volta in cui ho mai colpito Johnny. A quel punto, un addetto alla sicurezza di casa è intervenuto e ci ha separati. In allegato come Prova 9, alcune copie esatte e reali dei messaggi fra Whitney e Kevin Murphy (il manager della casa) in seguito all’incidente.

Whitney: “Buongiorno, signore… Dunque… Johnny ha distrutto l’armadio di Amber. E ci sono altri danni nella PH5…… Lei è la persona fortunata con cui dovrei parlare – giusto?”
Kevin: “Direi di sì… Tocca a me”
Whitney: “Follia. Semplicemente fottuta follia”
Whitney: “Giusto per darle un’idea”
Kevin: “Arrivo più tardi. La chiamo”

In allegato come Prova 10, una copia esatta e reale di alcuni estratti della trascrizione della mia deposizione datata 13 Agosto 2016 nella quale avevo testimoniato sotto giuramento riguardo all’incidente.

BERK: “Ha mai dato un pugno a Johnny Depp nella storia della sua relazione con Johnny?”
HARDER: “Rispondi in qualunque modo desideri”
AMBER: “Una volta, Johnny mi stava picchiando duramente e ripetutamente e io stavo urlando. La sicurezza arriva e non fa niente. E lui — lui — lui— lui — fa questa mossa quando Jerry Judge urla ‘Boss’. O Sean. Non ricordo chi era dei due. E — solo allora ci siamo leggermente separati. Mia sorella è corsa giù per le scale. Era — eravamo su un pianerottolo fra due rampe di scale.
BERK: “Signorina Heard, devo interromperla—“
HARDER: “Non può”
BERK: “—perché—“
HARDER: “Non può—“
BERK: “Le ho chiesto una risposta, o sì—“
HARDER: “Allora ritiri—“
BERK: “—o no”
HARDER: “Ritiri la sua domanda, allora, perché stava rispondendo”
BERK: “Signorina Heard, prima di questa data, in qualunque momento, Johnny — ha mai colpito Johnny Depp?”
KOENIG: “Obiezione. 352″
HARDER: “L’ha già chiesto e ha già risposto e lei la sta interrompendo”
BERK: “Signorina Heard, ha mai colpito Johnny prima di tale giorno?”
SPECTOR: “352”
KOENIG: “Obiezioni. Vaga riguardo alla data”
KLEIN: “La lasci rispondere”
HARDER: Tutti quelli da questa parte della stanza, per favore.
KEONIG: “Obiezione. 352. Non è rilevante al processo per violenza domestica”
O’DONNELL: “Respinta. Può rispondere”
BERK: “Grazie, Vostro Onore”
HARDER: “Rispondi in qualunque modo preferisci, incluso quello che stavi usando—“
BERK: “Sto chiedendo per una risposta ‘sì’ o ‘no’”
AMBER: “Lui—“
HARDER: “Non devi rispondere nel modo in cui lei vuole che tu risponda”
AMBER: “Stava per spingere mia sorella giù per le scale. Lei stava cercando di interromperci. Sono protettiva nei confronti di mia sorella minore. Quando lui le ha messo le mani addosso, non so cosa ho fatto, ma so che mi sono messa in mezzo a un’azione che poteva portare a una ferita fatale per mia sorella. Era in piedi di fronte ad una rampa di scale e lei non ha mai fatto del male a nessuno in vita sua e non meritava di essere spinta giù da una rampa di scale, e sembrava che stesse per succedere. E avrei fatto qualsiasi cosa che chi ha un bambino o una sorella avrebbe fatto. Ho agito per difendere lei e la sua vita. L’ho vista stare in piedi di fronte ad una rampa di scale mentre cercava di interrompere un litigio fra me e lui. Non so quale parte del corpo ho frapposto fra me, lui e lei, ma avrei fatto qualsiasi cosa, avrei fatto qualsiasi cosa per evitare che venisse spinta giù da una rampa di scale”.

In allegato come Prova 11, una copia esatta e reale di un estratto del video della mia testimonianza.


20.   Dopo aver aggredito me e mia sorella nel Marzo 2015, Johnny sembrava essersi ripulito e aver smesso di usare qualsiasi cosa eccetto i suoi medicinali da prescrizione. Per alcuni mesi le cose sono rimaste tranquille. Poi, nel Luglio 2015, Johnny ha ripreso a bere vino e a fumare marijuana.
Agosto 2015, Tailandia e Malesia:
21.   Nell’Agosto 2015, io e Johnny siamo partiti per l’Asia sud-orientale. Mentre eravamo sul treno Eastern Oriental, Johnny ha iniziato una lite con me e ha iniziato a colpirmi e spingermi contro la parete, prendendomi per la gola e tenendomi ferma lì. Ricordo di aver avuto paura che Johnny non sapesse quando fermarsi e che arrivasse a uccidermi.
26 Novembre 2015, Los Angeles, California:
22.   Il 26 Novembre 2015, in cui ricorreva il Giorno del Ringraziamento, io e Johnny eravamo a Los Angeles e c’è stato un nuovo scontro fisico. Johnny ha strappato la mia maglietta e mi ha strattonato per tutta la stanza. Mi ha lanciato un bicchiere di vino e una grossa caraffa di vetro, che fortunatamente non mi hanno colpito. A un certo punto, Johnny mi ha spinta e io sono caduta dietro una poltrona, battendo la testa contro un muro di mattoni. Successivamente ho scoperto di avere un grosso bernoccolo dietro la testa e il labbro spaccato.
15 Dicembre 2015, Los Angeles, California:
23.   La notte del 15 Dicembre 2015, avevo in programma di incontrarmi con le mie amiche Raquel “Rocky” Pennington e Melanie a casa mia e di Johnny a Los Angeles. Prima che arrivassero, Johnny ha iniziato una nuova lite con me. Ancora una volta mi ha lanciato contro una caraffa, ha buttato a terra vari oggetti nella stanza e ha preso a pugni il muro. Mi ha schiaffeggiata forte, mi ha preso per i capelli e mi ha trascinata dalla scala all’ufficio, poi verso il soggiorno, la cucina, la camera da letto e infine la stanza degli ospiti. Facendo ciò, mi ha strappato una grossa ciocca di capelli e di cuoio capelluto dalla testa.
24.   Nella speranza di scampare alla violenza, ho provato a calmare Johnny e poi sono salita al piano superiore per provare a sottrarmi alla situazione. Johnny mi ha seguita, mi ha colpita dietro la testa, mi ha nuovamente afferrata per i capelli, si è posizionato di fronte a me sulle scale e poi mi ha trascinata su per gli ultimi gradini sempre tenendomi per i capelli. In cima alle scale, Johnny mi ha spinta per due volte, facendomi temere che sarei caduta. Ho detto a Johnny che mi aveva rotto il polso per cercare di fermarlo.
25.   Johnny ha continuato a picchiarmi ed ogni colpo mi ha gettata in terra, io ho deciso di reagire semplicemente alzandomi e guardandolo negli occhi. Johnny mi ha risposto urlando “Oh, pensi di essere una fottuta tipa tosta?” Ha gettato la testa all’indietro e poi mi ha dato una testata in faccia, colpendomi sul naso che ha immediatamente iniziato a sanguinare, provocandomi un dolore lancinante. Ho iniziato subito a piangere e ho pensato che sarei dovuta andare in ospedale. Ho detto a Johnny che volevo lasciarlo e che avrei chiamato la polizia se mi avesse toccata un’altra volta. Quando me ne stavo andando verso l’appartamento degli ospiti, lui mi ha spintonata, poi mi ha afferrata e trascinata da una stanza all’altra, sempre tenendomi per i capelli.
26.   Una volta che Johnny mi ha trascinata nell’ufficio al piano superiore, gli ho detto che lo avrei lasciato perché non potevo più tollerare il suo comportamento. Johnny ha reagito afferrandomi per la gola, spingendomi sul pavimento e dandomi un pugno dietro la testa. Mi ha afferrato per i capelli, schiaffeggiata sul viso e ha iniziato a urlare qualcosa del tipo “Ti ammazzo – Ti ammazzo, cazzo, mi hai sentito?” C’erano ciocche dei miei capelli ovunque e solchi sul tappeto dove lui mi aveva trascinata.
27.   Ad un certo punto, la lite è proseguita su un letto. Johnny mi è salito addosso con un ginocchio e ha messo l’altro piede sulla testata del letto, mentre mi prendeva ripetutamente a pugni sulla testa e gridava – più forte di quanto l’abbia mai sentito urlare – “Ti odio, cazzo”, ancora e ancora. La testata del letto ha ceduto sotto la pressione del suo stivale. Johnny mi ha colpita a pugni chiusi e ricordo di non essere riuscita a sentire le mie urla perché mi premeva la faccia contro il materasso. Ho urlato più forte che potevo, sperando che Johnny capisse che mi stava facendo veramente male. Per un po’, non sono riuscita a urlare né a respirare. Ho iniziato a temere che Johnny non riuscisse a riprendersi dal suo stato, che non realizzasse il danno che stava provocando e che potesse veramente uccidermi. Ancora oggi non so come sia finita quella lite. In allegato come Prova 12, alcune foto esatte e reali dei capelli che mi ha strappato dalla testa e della testata del letto che si è rotta durante il corso di questo violento episodio.


28.   La prima cosa che ricordo dopo il litigio è Rocky che è entrata nella mia stanza gridando “Oh mio Dio! Oh mio Dio! Oh mio Dio!” quando mi ha vista. Insieme a Melanie, che nel frattempo era arrivata, abbiamo chiamato Erin Boeurum, un’infermiera, che per telefono ci ha spiegato come effettuare un controllo per commozione cerebrale. Ho avuto terribili mal di testa e altri dolori per almeno una settimana dopo l’incidente.
29.   In seguito sono venuta a conoscenza che quando Rocky e Melanie erano arrivate, c’erano vetri rotti e ciocche di capelli sparsi per tutto il piano di sotto della casa. Alcune copie esatte e reali delle foto delle mie ferite in quell’occasione sono allegate come Prova 13.


30.   Johnny aveva anche scritto un messaggio sul ripiano della cucina con un pennarello dorato che diceva “Perché devi essere una falsa? Sono tutte cazzate”. Una copia esatta e reale di una foto del messaggio è allegato come Prova 14.


31.   Quella notte, ho mandato un messaggio alla mia agente Jodi Gottlieb (che vive a Los Angeles) per farle sapere che ero ferita gravemente e che forse non avrei potuto partecipare al Late Show che era programmato per il giorno seguente, in base alla gravità delle mie ferite. Le ho detto, “Ho avuto un incidente stanotte Jodi. Sono ferita e domani potrei avere un occhio nero o entrambi – idem il mio naso… Ma non so quanto saranno visibili le ferite fino al mattino”. Ho detto a Jodi che avevo avuto un incidente perché, come molti che subiscono abusi, avevo paura di esporre a lei o al mondo questo aspetto della mia relazione con Johnny. Una copia esatta e reale dei messaggi che ho mandato a Jodi è allegata come Prova 15 (il mio messaggio in bianco, quello di Jodi in blu). Ho chiesto a Melanie e a Rocky di aiutarmi a coprire i lividi, il sanguinamento e il gonfiore così che potessi andare al Late Show senza esporre Johnny.

Amber: “Ho avuto un incidente stasera Jodi. Sono ferita e domani potrei avere un occhio nero o entrambi – idem il mio naso. L’infermiera sta arrivando per assicurarsi che non abbia una commozione cerebrale. C’è una possibilità che non riesca a rimettermi per domani. Ma non so quanto saranno visibili le ferite fino al mattino. Volevo solo avvisarti. Ti chiamo domani per farti sapere, ok?”
Jodi: “Oh no!!! Stai bene?! Sembra terribile. Ti mando un abbraccio”


32.   Un giorno o due più tardi, sono andata nell’ufficio del Dottor Kipper per effettuare un controllo in seguito a una commozione cerebrale. Lisa Beane, l’infermiera che mi ha assistita, mi ha seguita fuori nel parcheggio e mi ha detto che aveva capito che fossi “nei guai” e mi ha consigliato di chiamarla se venivo assalita di nuovo.
33.   In allegato come Prova 16, i messaggi fra me e Rocky un paio di giorni dopo, il 20 e il 21 Dicembre 2015, in cui abbiamo discusso l’attacco della notte del 15 Dicembre 2015 (i miei messaggi sono in bianco, i suoi sono in blu).

Amber: “Gli ho detto ‘Mi hai dato una testata’ e la sua risposta? ‘Ti ho dato solo una piccola botta! Con la testa’ E poi ha lasciato la stanza dicendo quanto fosse “un disastro” e cose del genere. Si autocommisera, poverino”
Raquel: “Oh mio Dio”
Amber: “Non sa prendersi responsabilità”
Raquel: “Ciò rende le cose più facili?”
Amber: “Come ha detto Josh, non sa come fare. Siete sicuri che non vi dispiaccia non andare alle Bahamas? Mi sento orribile per rovinare il Natale”
Raquel: “Non l’hai rovinato! Il Natale arriverà un sacco di altre volte. E casa è dove siete tu e mamma”
Amber: “Sto bene. E’ stata solo una notte difficile. Abbiamo pianto e parlato, e pianto di nuovo”
Raquel: “Oh Amber, vorrei ci fosse qualcosa che possa fare per rendere meno pesante questo fardello. Grazie per aver risposto, ti stavo sognando. Ero preoccupata”
“Stai bene? Credo che Johnny sia venuto qui e abbia lasciato un messaggio sul pavimento”
Amber: “E’ fuori di testa”
Raquel: “Decisamente”
Amber: “Gli ho chiesto di andare via, lascia perdere. E’ andato via. Mi dispiace. (…)”
Amber: “(…) Si sente veramente impazzire”
Raquel: “Non devi scusarti, non è colpa tua”
Amber: “Gli ho chiesto due volte di andarsene”
Raquel: “Ho visto Steven nel corridoio, può aiutare? Possiamo aiutare?”
Amber: “Non lo so. Non è con me. E’ ubriaco”


21 Aprile 2016, Los Angeles, California:
34.   Il 21 Aprile 2016, stavo festeggiando il mio 30esimo compleanno nella nostra casa. Johnny è arrivato ubriaco e in ritardo alla mia festa, e dopo che i nostri ospiti se ne sono andati, abbiamo iniziato a litigare. Durante il corso di quel litigio, Johnny ha lanciato una bottiglia di champagne della grandezza di una magnum contro il muro e ha distrutto un bicchiere sul pavimento. Johnny mi ha afferrata per le spalle e mi ha spinta sul letto, bloccando la porta della camera quando ho provato ad andarmene. Mi ha afferrata per i capelli e mi ha sbattuta violentemente contro il pavimento. In seguito ho fatto richiesta per un ordine restrittivo per violenza domestica e citato quell’incidente come parte del motivo per cui avevo paura di Johnny. I suoi avvocati hanno preso la mia deposizione e mi hanno interrogato su quell’incidente. In allegato come Prova 17, 18 e 19, le copie esatte e reali degli estratti della trascrizione della mia deposizione datata 13 Agosto 2016, in cui avevo precedentemente testimoniato sotto giuramento riguardo a quell’incidente.

HARDER: “Prendi il tuo tempo con questo documento. Assicurati di capire bene che cosa è. Va bene?”
BERK: “Ok, vado avanti. Signorina Heard—“
AMBER: “Non ho mai visto—“
HARDER: “Non dire niente”
AMBER: “Okay”
HARDER: “Lascia che faccia la sua domanda”
BERK: “Ha—“
ALLHOFF: “Che cos’è questo?”
BERK: “La sua dichiarazione per l’ordine restrittivo per violenza domestica. Nella dichiarazione che ha presentato a sostegno della sua richiesta per un ordine restrittivo, ha detto— la ha qui con sé così può far riferimento”
AMBER: “E’ questo, giusto? La prova K”
BERK: “La prova K. Ha detto— nel paragrafo 7, lei ha detto: 
BERK: “La prova K. Ha detto— nel paragrafo 7, lei ha detto: ‘Dopo che i miei ospiti se ne sono andati, io e Johnny abbiamo avuto una discussione riguardo alla sua assenza alla mia festa di compleanno che presto si è deteriorata fino a diventare un brutto litigio con Johnny che ha tirato contro il muro una bottiglia di champagne della grandezza di una magnum e un bicchiere di vino a me e sul pavimento — entrambi si sono spaccati. Johnny poi mi ha afferrata per le spalle e mi ha spinto sul letto, bloccando la porta della camera. Poi mi ha presa per i capelli e mi ha sbattuta violentemente a terra”. Ha detto questo quando ha giurato sotto penalità di falsa testimonianza e ha firmato questo documento?
AMBER: “Sì”
BERK: “Okay. E ha detto in questo stesso documento che ‘Johnny stava urlando e mi stava minacciando, invitandomi ad alzarmi’?”
AMBER: “Sì. Lo faceva spesso durante i litigi”
BERK: “Lo ha fatto — sta dicendo che lo ha fatto il 21 Aprile 2016?”
AMBER: “Sì. E’ qualcosa che succedeva molto spesso ultimamente”
BERK: “Nella sua dichiarazione ha detto ‘Dopo diversi minuti, Johnny è marciato fuori dal condominio, ma non prima di buttare e distruggere quasi ogni cosa lungo il suo cammino’?”
AMBER: “Sì. Mi sta chiedendo se l’ho detto?”
BERK: “Sì”
AMBER: “Sì”
BERK: “Ed è la verità?”
AMBER: “Sì”
BERK: “Quando dice che queste cose sono successe il 21 Aprile, in qualunque momento il 21 Aprile, ha chiamato la polizia riguardo a ciò che è accaduto il 21 Aprile?”
AMBER: “No. Io personalmente non ho mai chiamato la polizia per Johnny”
BERK: “Ha mai riportato a qualunque altra autorità giudiziaria oltre la polizia ciò che dice lui ha fatto il 21 Aprile?”
AMBER: “No. Ho provato come meglio potevo a mantenere le nostre vite il più private possibile, e ho fatto ciò che tante donne fanno, ho provato a proteggerlo”
BERK: “Ha cercato di nascondere ciò quando ha presentato questa dichiarazione il 27 Maggio 2016?”
AMBER: “Non era più possibile nasconderlo perché la polizia era stata chiamata”
BERK: Signorina Heard, quando nella sua dichiarazione dice che il litigio è iniziato con Johnny che lanciava una bottiglia della grandezza di una magnum contro il muro, ricorda quell’evento?”
AMBER: “Sì”
BERK: “Okay. La bottiglia si è rotta?”
AMBER: “Non so se si è rotta o se c’era una bottiglia sul tavolo accanto che si è rotta e un bicchiere di vino accanto a essa che si è rotto, ma c’erano sia un bicchiere di vino che una bottiglia. Non sono sicura quale fra i due si sia rotto — se quella che è stata lanciata contro di me ma mi ha mancata, o se era quella sul tavolino lì vicino. Ma al nostro quadro — al quadro dietro il tavolino, appeso nella parete alle mie spalle, manca ancora un grosso pezzo dic cornice. Per cui —
BERK: “La bottiglia—“
AMBER: “Ha avuto un forte impatto”
BERK: “Ha finito? Voglio essere sicura se ha finito o meno”
AMBER: “Sì”
BERK: “Ok. La bottiglia a cui si riferisce, ha mai toccato il suo corpo?”
AMBER: “No”
BERK: “Il bicchiere di vino a cui fa riferimento insieme alla bottiglia ha mai toccato il suo corpo?”
AMBER: “Alcuni frammenti. Si è rotto”
BERK: “Ok. I frammenti che dice hanno toccato il suo corpo, dove l’hanno toccata? Quale parte del suo corpo?”
AMBER: “Non ricordo esattamente quale parte del mio corpo è stata toccata dal bicchiere che si è rotto nell’impatto. So che ha toccato il mio corpo, le ginocchia e le mani — no, non le mie mani — le mie ginocchia quando sono caduta in terra, o qualche parte delle mie gambe quando sono scivolata in terra durante la lite, ma niente di significante. Non come in Australia.
BERK: “C’erano ferite sul suo corpo nei punti in cui dice che il bicchiere di vino l’ha toccata?”
AMBER: “No, non credo”
BERK: “C’era—“
AMBER: “Non che io abbia visto”
BERK: “—alcuna evidenza che potesse vedere sul suo corpo che i frammenti del bicchiere di vino avevano toccato il suo corpo?”
AMBER: “No. Non che abbia visto”
BERK: “Okay”
AMBER: “O non che io ricordi”
BERK: “Nel momento in cui il bicchiere di vino l’ha toccata, come lei dice che è accaduto, era intatto o già rotto?”
AMBER: “Non saprei dirlo perché — Suppongo si sia rotto nell’impatto — nell’impatto con la bottiglia di vino della grandezza di una magnum che è stata lanciata. Suppongo sia quella che l’ha rotto. Ma ad un certo punto, c’era vetro ovunque e io ci ero vicino”
BERK: “Quando ha — Quando lei dice che ha toccato il suo corpo, dove si trovava nello specifico all’interno dell’appartamento?”
AMBER: “Ero nella nostra camera”
BERK: “Okay. (…)” 
BERK: “Parlando del vetro rotto che dice era sul pavimento della camera da letto, può descrivere nello specifico in quale punto si trovava sul pavimento rispetto al suo letto?”
AMBER: “Era attorno al mio letto perché il quadro — e probabilmente anche vicino all’entrata della porta, ma non ne sono proprio sicura”
BERK: “Okay”
AMBER: “C’è stato — stavamo — C’è stata una lotta e un sacco di movimento in diverse parti della nostra stanza. Per cui quando mi stava tenendo giù contro il letto e io cercavo di alzarmi, ce n’era vicino al bagno — vicino al bagno e ho visto che c’era del vetro lì. Quando — Quando ho provato (…)
(…) ad uscire dalla camera e lui ha bloccato la porta, buttandomi a terra sul pavimento vicino — vicino all’entrata, alla porta. Non ricordo cos’altro era stato rotto o rovesciato. La lampada — anche la lampada si è rotta. Non l’ho menzionata. E’ ancora nel ripostiglio. L’ho vista l’altro giorno. Ed è impregnata di vino. L’ho trovata l’altro giorno. Ma —“
BERK: “Ha fatto delle foto?”
AMBER: “No. Non che ricordi”
BERK: “L’ha portata con sé ogg?”
AMBER: “Non l’ho portata con me. La lampada?”
BERK: “Sì”
AMBER: “No, non ho portato la lampada con me oggi”
BERK: “Okay. Le è mai stato chiesto di localizzare alcuni degli oggetti che dice sono stati danneggiati o rotti il 21 Aprile?”
HARDER: “Riservato. Non rispondere”
BERK: “Ha mai tentato di localizzare alcuni degli oggetti danneggiati o rotti il 21 Aprile?”
AMBER: “No”
BERK: “Okay. E infatti —“
AMBER: “Oh, il mio — sì, mi scusi. Il mio telefono. Ho provato a cercare li mio telefono, ma non l’ho trovato”.
BERK: “E nella richiesta di ordine restrittivo per violenza domestica che ha presentato al Tribunale, ha allegato fotografie degli eventi del 21 Aprile 2016?”
HARDER: “Il documento del Tribunale parlerà per sé”
BERK: “Che tu sappia”
AMBER: “Non so cosa abbiamo allegato della mia testa”
BERK: “Okay. Sa cos’ha detto a qualunque altra persona riguardo agli eventi del 21 Aprile 2016?”
HARDER: “Se ha a che fare con altri avvocati, è riservato”
BERK: “Signorina Heard, può dirmi esattamente cosa dice sia accaduto nel litigio che ha avuto con — che lei dice è accaduto con Johnny il 21 Aprile?”
AMBER: “Può ripetere la domanda, se non le dispiace?”
BERK: “Cosa è successo?”
HARDER: “Vuole sentirti raccontare cosa è accaduto”
AMBER: “Ero — Io e Johnny, quando siamo tornati a casa, io ero fredda nei suoi confronti. Non ero molto — Non ero molto aperta o amichevole come sono normalmente. Ero distrutta perché aveva saltato il mio compleanno. E ciò succedeva dopo un mese in cui lui non tornava a casa, tipo — in media, cinque notti alla settimana. Non si presentava o arrivava alle 2:00, 3:00, 4:00 del mattino o tipo alle 8:00, poi scoprivo che era svenuto da qualche altra parte a West Hollywood. Per cui è stato un accumularsi. E — E quindi l’incidente del compleanno è stato straziante. Era il mio 30esimo compleanno ed ero semplicemente dispiaciuta a riguardo”
HARDER: “Lei—“
AMBER: “E noi — mi ha chiesto — Siamo entrati nel letto e io me ne stavo semplicemente zitta. Mi pare di aver preso in mano il libro per cercare di leggere e lui ha detto, ‘Qual è il tuo fottuto problema?’ E io ho detto ‘Sono solamente ferita’. E controllavo — insomma, ho cercato di convincerlo ad andare da un consulente matrimoniale che aveva detto che è così che dovevo parlare, anziché usare toni accusatori, e gli ho detto ‘Sono solo ferita. Ferita perché non sei riuscito a venire al mio compleanno’. E poi è velocemente peggiorato nel solito ‘E’ colpa mia. Perché mi incolpi sempre di tutto? Mi incolpi sempre di tutto’.”
BERK: “Okay”
AMBER: “E poi è peggiorato ancora e lui — non so cosa ho detto immediatamente prima, ma lui — la prima azione è stata la bottiglia che mi veniva lanciata contro. O — O forse stavo cercando di andarmene. Non ricordo quale delle due prima —“
BERK: “Mentre era a letto le è stata lanciata la bottiglia?”
AMBER: “No, è stato — Ero in piedi in camera”
BERK: “Okay”
AMBER: “Di fronte a questo quadro, forse più vicina al bagno. E quando mi sono mossa per andarmene, mi ha spinta a un certo punto, sbattendomi a terra. Mi sono rialzata e lui mi ha provocata per, credo, vedere se me ne sarei veramente andata. ‘Pensi davvero di essere una piccola — Vuoi andartene. Pensi davvero di essere tosta, eh? Una tipa tosta. Una tipa tosta’. E poi mi ha buttata di nuovo a terra. Mi sono rialzata. E di nuovo, (…)
(…) ‘Pensi di essere così tosta’. E alla fine sono riuscita a uscire dalla camera e — e, non — non so se stavo tornando indietro dove erano i miei vestiti con una valigia e dovessi passare per l’ufficio a causa degli appartamenti adiacenti, ma mentre lo sorpassavo, lui a un certo punto mi ha presa per i capelli, stavamo litigando mentre camminavo per l’ufficio e quando ho passato la scrivania, c’è stata una spinta o qualcosa del genere, e lui mi ha presa per i capelli da dietro. E — e io — e io ho fatto un commento a lui, non ricordo riguardo a cosa, sono entrata in camera, ho preso il mio spazzolino, cose così che non tengo nel mio armadio, e facendo ciò, abbiamo iniziato a litigare di più. Ci siamo spinti e io — Io ho messo le braccia in questo modo una volta”
BERK: “Fate in modo che la registrazione riporti che il testimone sta alzando le braccia sopra la testa”
HARDER: “La sta interrompendo. E’ videoregistrata. Non la interrompa, per favore. Sta — Sta raccontando la sua storia. Vai avanti”
AMBER: “Sì. Ho messo le braccia su e lui ha fatto così, le ha spinte in basso, e mi ha affrontata, spingendo il petto contro il mio. Sono caduta un po’ all’indietro sul letto. Mi sono rialzata e ho provato — ho provato a sorpassarlo per arrivare alla porta. Ad un certo punto finisco a terra. Non — e lui esce. Perfino in quel momento ho provato a dirgli ‘Non andartene. Abbiamo solo bisogno di parlarne. Possiamo smetterla un attimo e semplicemente parlare? Perché è il mio compleanno. E non voglio svegliarmi — insomma, il mio compleanno — abbiamo avuto milioni di questi litigi. Non andartene. Non voglio svegliarmi da sola il giorno del mio compleanno. Per favore, non andartene’. Anche se era diventato violento, questo è niente in confronto a tantissime altre cose. Io — Non sarebbe nemmeno uno degli episodi più gravi se — se non fosse uno dei più recenti — non è così grave. Intendo dire che non era grave nella mia testa in relazione a ciò che avevo già vissuto”
HARDER: “Di’ cos’è successo”
AMBER: “Scusate. E’ peggiorato. Ho provato a fermarlo in quel momento e lui — lui ha distrutto altre cose in cucina. Mi pare abbia scritto sul ripiano — penso sia una — una di quelle volte in cui ha scritto un messaggio folle per me sul ripiano con un pennarello. (…)
(…) E io — io sono andata su. L’ho sentito entrare e uscire e poi quando sono tornata al piano di sotto — c’è stato silenzio per molto tempo. Quando sono tornata al piano di sotto, c’era solo un messaggio sul pavimento che diceva ‘Buon fottuto compleanno’.”
BERK: “C’erano — c’erano altri resti sul pavimento del piano inferiore oltre che sul ripiano in cucina?”
AMBER: “Non ricordo. So che lui ha distrutto — ha rovesciato lampade e una statuetta e dei quadri. E ha iniziato — aveva iniziato a prendere a pugni delle foto insieme a me recentemente e questa è stata una di quelle volte, ma niente che io — niente di specifico al piano di sotto che io ricordi in questo momento”
BERK: “Okay. E ho sentito che ha cercato di convincere Johnny a restare e parlarne?”
AMBER: “A un certo punto durante la lite, sì”
BERK: “Okay. Ed è riuscita a farlo rimanere?”
AMBER: “No. No. Solo il tempo di farla implodere”
(…)

In allegato come Prova 20, 21 e 22, le copie esatte e reali dei video degli estratti di quella deposizione.


35.   Io e Johnny non abbiamo parlato per un mese dopo il mio compleanno. Ciononostante, durante quel mese, non sono riuscita a dormire la notte perché avevo paura che Johnny tornasse a casa e iniziasse un nuovo litigio. Ho perfino pensato di far cambiare le serrature perché Johnny e il suo team avevano le chiavi di casa e io non sapevo quando – o in quale stato – lui sarebbe tornato a casa.
21 Maggio 2016, Los Angeles, California:
36.   Il 21 Maggio 2016, io e Johnny ci siamo incontrati nella nostra casa a Downtown Los Angeles per parlare della nostra relazione. Il suo atteggiamento era irrequieto e imprevedibile, e man mano che il tempo passava mi sentivo sempre più in pericolo, ho mandato un messaggio a Josh e Rocky – che abitavano lì accanto – per farli venire. Ho anche chiamato un nostro amico in comune iO Tillett Wright per calmare Johnny. Johnny ha iniziato a urlare contro iO al telefono, si è allontanato per andare al piano di sopra, poi è tornato giù e ha afferrato il mio telefono, minacciando iO e iniziando a insultarlo. Ad un certo punto, iO mi ha urlato “Lascia la casa”. Quando Johnny l’ha sentito, ha caricato il braccio come un lanciatore di baseball e mi ha tirato il telefono in faccia, più forte che poteva. Ho urlato “Mi hai colpito la faccia” e ho iniziato a piangere. Ero seduta sul divano con le gambe intrecciate e Johnny mi ha presa per i capelli, ha iniziato a schiaffeggiarmi, scuotermi e strattonarmi per la stanza mentre continuavo a gridare. Sono stata interrogata in merito a ciò durante la mia deposizione del 13 Agosto 2016. In allegato come Prova 23 e 24, le copie esatte e reali degli estratti della trascrizione della mia deposizione datata 13 Agosto 2016, in cui avevo precedentemente testimoniato sotto giuramento riguardo a quell’incidente.

BERK: “Durante la chiamata con iO Wright, per favore ci dica esattamente cos’è successo”
AMBER: “Ha risposto al telefono e ho detto ‘Hey, tesoro, giusto per chiarire, sono qui con Johnny, è arrabbiato per alcune cose. Possiamo chiarire così mettiamo a tacere questa storia?’ Lei ha detto ‘Che cosa?’ E io ho detto ‘Eri qui la mattina del mio compleanno?’ E lei ha detto ‘Perché me lo stai chiedendo?’ e ‘Certo che non c’ero. Ci siamo viste a Palm Springs’. E io ho detto ‘Sono qui con Johnny ed è arrabbiato per una cosa e voglio mettere a tacere questa storia’ E lei ha detto ‘No. Io” — insomma, non so se ha detto molto altro perché lui ha iniziato a urlare, mi ha strappato il telefono dalla mano — lei era in vivavoce — e ha iniziato a strillarle contro.
BERK: “Stava tenendo lei il telefono con cui stava parlando con iO Tillett?”
AMBER: “Sì”
BERK: “Okay. E dice che poi lui le ha strappato il telefono?”
AMBER: “Mi ha strappato il telefono e poi prima che andasse al piano di sopra, presumibilmente per fare una valigia o prendere delle cose, lo ha lanciato in mia direzione o verso il tavolo o il divano, non ricordo quale dei due. Io l’ho ripreso e ho detto ‘Oh mio Dio, iO” — non ricordo se è caduta la linea e se fossero due chiamate separate o un’unica chiamata, ma mi ricordo di aver detto ad iO ‘Oh mio Dio, mi dispiace. Non ti ho chiamata per farti urlare contro’. Perché, poverina, ha risposta al telefono senza alcuna vera spiegazione ed è stata subito aggredita da Johnny e non volevo sembrasse che l’avessi fatto di proposito per farlo inveire contro di lei. E — e lui stava dicendo ‘Lo sai, stronzetta lesbica — lo sai, le tue parole da dieci centesimi e il tuo fottuto libro e il tuo tradimento nei confronti della mia famiglia’, insomma, le cose peggiori ed estremamente personali riguardo alla sua situazione. E ha iniziato a salire al piano di sopra e io avevo il telefono in mano in vivavoce e — lui arriva quasi al piano superiore e lei mi dice ‘E’ — Non sembra sicuro lì. Vattene prima che peggiori stavolta. Vattene da lì. Vattene. Non è sicuro’. E tutti i miei amici che sapeva della nostra storia erano molto, molto, molto, molto spaventati all’idea che restassi sola in una stanza con lui quando le cose andavano male, quando litigavamo, quando cercavamo di parlare e quando lui si drogava. Per cui lei è stata molto chiara al telefono dicendo, ‘Vattene di casa. Non è sicuro. Non sembra sicuro lì. Vattene’. E lui l’ha sentita ed è stato — è stato come — lui — lui si è girato, è tornato giù come un fulmine, ha preso il telefono — e — e ha iniziato a gridarle contro ancora più forte stavolta e cose ancora peggiori. Io stavo seduta sul divano. Non mi sono nemmeno alzata. Avevo le gambe incrociate. E lui — lui dice ‘La vuoi così tanto — stronzetta lesbica, vuoi essere il suo uomo adesso, vuoi essere un uomo per lei, puoi prendertela, cazzo’. E prende — tira il braccio all’indietro e mi lancia il telefono. E — e mi colpisce, bam, dritto in quello che mi è sembrato l’occhio. E ho sentito la botta e — e mi sono presa la testa fra le mani e quando la mia faccia era coperta, non so cosa stesse facendo o dove stesse andando, ma tenevo la testa bassa e dicevo — mi pare stessi piangendo e ho detto ‘Mi hai colpita’. E poi — l’ho sentito urlare e rovesciare oggetti. (…)
(…) E volevo sapesse che mi aveva fatto male perché a volte non ricordava questi incidenti. E quindi ricordo di aver detto ‘Johnny, mi hai colpita nell’occhio’. E non so — mi sembrava fosse l’occhio, poteva essere il mio occhio, ma non lo sapevo”
BERK: “Okay. Prima che arriviamo alle ferite, mi lasci chiedere cosa è successo con la Signorina Tillett Wright”
AMBER: “Certo”
BERK: “Era al telefono durante tutto questo?”
AMBER: “Sì. Ma al tempo, non potevo saperlo. Perché il telefono, dopo che ha colpito la mia faccia, è caduto a terra. Quindi…”
BERK: “Okay. Non è vero, Signorina Heard, che ha urlato a Tillett Wright di chiamare il 911?”
AMBER: “Non — Non ricordo di averlo urlato. Sono sicura che —“
BERK: “Okay”
HARDER: “Beh —“
AMBER: “Sono sicura di aver urlato ‘Aiuto. Aiuto’. Non so — è stato traumatico”
BERK: “Non è vero, Signorina Heard, che ha giurato nella sua dichiarazione alla riga 11, pagina 3, che ha urlato, cito, ‘Chiama il 911’, fine citazione?”
AMBER: “Sì. Allora — Allora l’ho detto. Questa è stata fatta immediatamente dopo e ora è passato un po’ di tempo”
BERK: “Okay. Quindi ha detto a Tillett Wright di chiamare il 911 —“
AMBER: “Sì”
BERK: “—esatto?”
AMBER: “Sì”
BERK: “Okay. Ma non ha testimoniato in passato che aveva tenuto segrete le accuse di abusi?”
AMBER: “Non a tutti”
BERK: “Okay. Quindi—”
AMBER: “C’era — Come le ho detto prima, il mio gruppo più ristretto iniziava ad essere sempre più informato con il passare del tempo. Per cui all’inizio, lo dicevo solo a mia madre — a qualcuno che potesse capire questo tipo di situazione. E poi —“
BERK: “Quindi, a sua madre?”
AMBER: “E poi —“
BERK: “Le ha detto che era stata abusata fisicamente per mano di Johnny Depp?”
AMBER: “Sì. Gliel’ho detto quasi — quasi immediatamente all’inizio ho confidato in lei. Ecco perché ho le foto. Sì”
BERK: “Okay. Per cui dall’inizio, fino a questo (…)
(…) incidente, il 21 Maggio, lei ha confidato in sua madre?”
AMBER: “Sì. Penso di averle nascosto i primissimi incidenti, ma molto presto ho iniziato a dirglielo”
BERK: “Okay. E ha lo ha confidato ad altre persone, inclusi i suoi amici, esatto?”
AMBER: “E psicologi — fino a quando è diventato un problema”
BERK: “Okay. Quando ha confidato al suo psicologo che era vittima di violenza domestica?”
(…)
BERK: “Okay. Oltre alle urla, ha rotto qualcosa nell’appartamento —“
AMBER: “Um—“
BERK: “—per terra?”
AMBER: “Non sono sicura”
BERK: “Non è sicura?”
AMBER: “Non sono sicura”
BERK: “Okay. Ha lanciato qualche bottiglia prima che, come lei dice, le lanciasse il telefono?”
AMBER: “Non sono sicura. Non — Non ricordo adesso. Non sono sicura di cosa abbia fatto prima che mi lanciasse il telefono”
BERK: “Okay. C’era vetro rotto sul pavimento dove lei era prima che le lanciasse il telefono?”
AMBER: “Se c’era vetro rotto sul pavimento?”
BERK: “Da qualche parte nel pavimento della stanza in cui entrambi eravate prima che lui le lanciasse il telefono, che lei sappia”
AMBER: “In questo momento, non ricordo ce ne fosse”
BERK: “Okay. Okay. E dopo che lui le ha tirato il telefono, come lei dice, cosa è successo?”
AMBER: “Um, tutto quello che ricordo è che lui urlava insulti contro la mia amica iO e le diceva che poteva avermi adesso, poi ha tirato all’indietro il braccio e mi ha lanciato il telefono —“
BERK: “Okay”
AMBER: “A ciò che sembrava essere — il più forte possibile contro la mia faccia. Ho abbassato la testa. Ho detto, ‘Mi hai colpita’. Stavo piangendo. Ho detto, ‘Johnny, mi hai colpita’, perché poi ho iniziato a sentire oggetti che venivano distrutti. E gli ho detto, ‘Tesoro, mi hai colpito. Mi hai colpito nell’occhio. Il mio occhio. Il mio occhio’. E poi ho iniziato a piangere e — lui si è avvicinato e non so se, sentendolo avvicinarsi, ho anticipato il tentativo di alzarmi o se l’ho aiutato ad alzarmi o se mi ha fatta alzare lui afferrandomi per i capelli, ma in qualche modo mi ha fatta alzare dal divano afferrandomi la testa, soprattutto la parte destra — la parte che aveva subito il maggiore impatto. Mi acchiappa — Mi acchiappa per la testa, prende un pugno di miei capelli e dice, ‘Ti ho colpito nell’occhio? Ti ho colpito nell’occhio, eh? Fammi vedere il tuo occhio. Fammi vedere. Fammi vedere il tuo occhio. E se ti tiro i capelli all’indietro?’ e mi strattona la testa all’indietro e lui — non lo so, mi sta schiaffeggiando in faccia o me la sta muovendo — e mi tiene per i capelli e — è difficile da descrivere. E’ — mi strattonava da una parte all’altra con — con i miei capelli.
BERK: “Era in piedi in quel momento?”
AMBER: “Sì”
BERK: “Okay. E le ha strappato i capelli dalla testa?”
AMBER: “Lui — Mi teneva ancora afferrata per la testa —“
BERK: “Okay”
AMBER: “— al momento e mi ha detto — um, non so se stava cercando di afferrarmi il viso o se mi stava colpendo in faccia. Non so cosa stava succedendo, ma stava urlando contro di me, stava gridando qualcosa tipo ‘Vediamo quanto forte ti ho colpito’. E io stavo gridando a squarciagola —
BERK: “Okay”
AMBER: ‘Aiuto. Aiuto. Per favore, aiutatemi’. Immagino di aver detto di chiamare il 911. Sto urlando per chiedere aiuto, non solo nel caso in cui iO fosse ancora al telefono, perché non lo so, non so dove è rimbalzato e andato a finire — ma è per terra. Posso solo sperare che lei sia in linea. Ma sapevo e credevo che la sicurezza fosse da qualche parte. E anche se non hanno mai risposto mentre urlavo ‘Aiuto’, continuava a urlare ‘Aiuto’ più forte che potevo. Avevo anche già mandato un messaggio a Rocky, ‘Sta peggiorando. Sta sfuggendo di nuovo di mano. Per favore, ho bisogno che tu venga qui’. Perché ho pensato che una terza persona avrebbe — una terza persona presente aiuta sempre a —“
BERK: “La sua testimonianza—“
AMBER: “—a calmare le cose. Perché io—“
HARDER: “Possiamo fare una—“
BERK: “La sua testimonianza, Signorina Heard —“
HARDER: “Possiamo fare una pausa, per favore?”
BERK: “No”
HARDER: “E’ provata. E’ provata”
BERK: “Non ha —“
HARDER: “E’ evidente che — sì. Sta piangendo, è provata”
AMBER: “Non importa”
HARDER: “Blair, come fai a forzarla a rispondere a delle domande —“
BERK: “Perché vedo —“
HARDER: “—quando sta piangendo —“
BERK: “La testimone non —“
HARDER: “—ed è provata?”
BERK: “— è provata e non ha fatto richiesta. Ha bisogno di fare una—“
HARDER: “Richiedo —“
BERK: “— una pausa —“
HARDER: “—da parte sua”
BERK: “—Signorina Heard?”
HARDER: “Sì”
AMBER: “Sì”
BERK: “Fate registrare che il Signor Harder ha risposto ‘sì’ da parte della Signorina Heard —“
AMBER: “Ho risposto anche io”
HEARD: “Lei—“
BERK: “—risposto di sì. Prendiamo una pausa e interrompiamo la registrazione in questo momento”

In allegato come Prova 25 e 26, le copie esatte e reali dei video degli estratti di quella deposizione.


37.   Rocky aveva una chiave di casa nostra ed è entrata da sola. Quando è entrata, Johnny se n’è accorto, si è girato e mi ha lasciata andare, permettendomi così di ritrarmi nell’angolo dietro la poltrona. Sia Rocky che Johnny si sono precipitati verso di me allo stesso tempo. Rocky si è frapposta fra me e Johnny e ha alzato le braccia. Johnny si è scontrato con Rocky e le ha spostato le braccia verso il basso. Lei è rimasta composta di fronte a lui e ha detto “Johnny, smettila”. Johnny ha afferrato le braccia di Raquel e gliele ha spostate nuovamente a lato. Io sono crollata sul divano con Johnny che mi sovrastava. Johnny mi urlava ripetutamente, “Cazzo, alzati, Amber”. Non mi sono mossa, Johnny si è avvicinato urlando “Cazzo, alzati, Amber” circa 10 volte. A un certo punto, Rocky si è messa fra di noi e ha piazzato le sue braccia su di me con fare protettivo.
38.   La porta si è aperta e qualcuno ha urlato “Capo! Capo!” Jerry Judge e Sean Bett, le guardie del corpo private di Johnny, sono entrati. Johnny si è alzato e poi mi sono alzata io. Sono corsa verso l’angolo della stanza e ho detto “Jerry, mi ha picchiata, se mi colpisce ancora una volta chiamo la polizia! Chiamo la polizia!” Al tempo, non sapevo che iO era al telefono in vivavoce dopo che Johnny mi aveva tirato il telefono in faccia. Successivamente ho scoperto che iO aveva chiuso la telefonata e aveva chiamato il 911.
39.   Mentre se ne andava, Johnny ha distrutto vari oggetti in giro per la casa con una bottiglia di vino. Josh – il fidanzato di Rocky –  è entrato e ha detto a me e Rocky di stare nella PH 1 (l’attico accanto in cui vivevano Josh e Rocky). Josh ha incontrato Johnny nel corridoio e lì si sono affrontati. Johnny non ha toccato Josh. Invece, ha distrutto altri oggetti nel corridoio, ha rovesciato vino ovunque e ha dato un calcio ad una porta, lasciando un buco. Johnny ha chiesto di entrare nel PH 5, l’appartamento in cui tenevo tutti i miei averi al tempo. Jerry o Sean hanno aperto la porta, nonostante le mie ripetute richieste di non lasciare entrare Johnny visto che già in passato aveva distrutto le mie cose quando era arrabbiato. Dopo essere entrato, Johnny ha distrutto tutto quello che ha potuto e ha inseguito Liz Marz fuori di casa mentre stringeva una bottiglia di vino. Ha anche distrutto tutte le collane di Rocky (che lei usava per lavoro) che avrebbe dovuto usare in un suo spettacolo il giorno seguente. Le guardie del corpo di Johnny sono state lì per tutto il tempo. In allegato come Prova 27, una copia esatta e reale di un estratto della trascrizione della mia deposizione datata 13 Agosto 2016, in cui avevo precedentemente testimoniato sotto giuramento riguardo all’inazione di Sean e Jerry.

BERK: “E lei afferma che Sean Bett e Jerry Judge sono rimasti immobili senza fare niente mentre questo avveniva, esatto?”
AMBER: “Non erano lì per tutto il tempo”
BERK: “Mentre erano lì, lei afferma che non hanno fatto niente, esatto?”
AMBER: “Quando sono arrivati, la maggior parte delle cose era già successa. Lui mi aveva già attaccata fino a che Raquel si è messa in mezzo fra noi, alzando le braccia per proteggere me e lei. Aveva già spostato le braccia di Raquel, cercando di intimidirla. Eravamo entrambe sul divano. Lei mi stava proteggendo e lui urlava contro di me a squarciagola, e ciò immagino è servito a far entrare Jerry Judge e Sean dentro la stanza. Mentre lui mi urla contro e io guardo in basso, lui fa un passo verso di me e inizia a gridare sempre più forte ‘Cazzo, alzati, Amber. Cazzo, alzati. Cazzo, alzati. Amber, mi senti? Cazzo, alzati’. E posso immaginare che, essendo la sua voce così alta verso la fine, sono entrati. Io — Non so dire in quale esatto momento sono entrati, se alla terza o alla decima minaccia, ma ad un certo punto sono entrati —“
BERK: “Era —“
AMBER: “— e —“
BERK: “Era—“
AMBER: “Lui ha voltato il viso e io sono saltata giù dal divano, sono corsa nell’angolo della stanza e ho detto ‘Jerry, aiutami. Se mi picchia — se mi picchia un’altra volta, chiamo la polizia’.
(…)

In allegato come Prova 28, una copia esatta e reale del video dell’estratto di quella deposizione.

In allegato come Prova 29, le copie esatte e reali delle foto dei postumi della distruzione causata da Johnny quella sera.


40.   Ad un certo punto mentre Johnny distruggeva tutto, mentre mi nascondevo nella PH 1, ho chiamato il mio avvocato, Samantha Spector, con la quale mi ero già consultata riguardo la mia situazione con Johnny, per chiederle consiglio. Avevo paura di dare una dichiarazione che avrebbe creato un caso mediatico internazionale alla polizia, sia per me che per Johnny, e il mio istinto era ancora quello di proteggere Johnny e la nostra privacy. Quando gli ufficiali della polizia sono arrivati, ho detto loro “Rifiuto di fornire qualsiasi dichiarazione in questo momento sotto consiglio del mio avvocato”. Gli ufficiali hanno richiesto ripetutamente che cooperassi e dessi una dichiarazione così che potessero agire, ma io mi sono rifiutata. Tuttavia, hanno condotto una perlustrazione degli appartamenti perché insistevano fosse necessario per garantire la mia sicurezza. In allegato come Prova 30, una copia esatta e reale di un estratto della trascrizione della mia deposizione datata 13 Agosto 2016, in cui avevo precedentemente testimoniato sotto giuramento riguardo quell’interazione.

BERK: “Il 21 Maggio 2016 ha mai riferito ad un ufficiale a casa sua che Johnny Depp le aveva fatto del male quella sera o precedentemente?”
AMBER: “Mi sta chiedendo se ho detto loro —“
BERK: “Se ha —“
AMBER: “— che lui —“
BERK: “—glielo ha detto il 21 Maggio, sì”
AMBER: “Ancora una volta, ho detto loro, ‘Rifiuto di fare qualsiasi dichiarazione in questo momento come consiglio dei miei avvocati’.
BERK: “La polizia —“
AMBER: “Loro hanno commentato che non sembrava sicuro, ecco perché dovevano controllare l’appartamento. Hanno indicato la mia faccia. Hanno detto che sembravo ferita. Mi hanno anche preso da parte e mi hanno detto, ‘Ascolta, dacci — dacci una dichiarazione. Possiamo assicurarci che tu sia al sicuro, di’ qualcosa o dacci una dichiarazione e andiamo a prendere quel tipo’. E hanno detto la stessa identica cosa a Josh”
BERK: “E’ la sua testimonianza che un poliziotto il 21 Maggio —“
AMBER: “Sì”
BERK: “Le ha detto che sembrava ferita?”
AMBER: “Ha indicato — lui o lei ha, non ricordo chi dei due, ha indicato la mia faccia e ha detto ‘E’ — possiamo vedere che sei stata ferita’ o ‘Non sembri stare bene’ o qualcosa del genere, ma non ricordo le esatte parole che hanno usato”
BERK: “Ma qualcosa del genere?”
AMBER: “Sì”
BERK: “E’ la sua testimonianza — beh, mi faccia chiedere. I poliziotti hanno mai detto che avevano visto abbastanza per arrestare Johnny quando erano con te il 21 Maggio 2016?”
AMBER: “Beh, hanno detto sia a me che a Josh che tutto ciò che dovevo fare era dare una dichiarazione per andare a prenderlo e arrestarlo. Forse con me non hanno utilizzato la parola ‘arrestare’, ma…”
BERK: “E la sua testimonianza che uno dei poliziotti le ha detto ciò è qui oggi?”
AMBER: “Sì”
BERK: “Ed era un poliziotto uomo o donna?”
AMBER: “Come ho detto, non ricordo proprio chi dei due fosse”
BERK: “Mentre —“
AMBER: “Hanno chiesto —“
BERK: “ — i poliziotti arrivavano — dal momento in cui i poliziotti sono arrivati a quando se ne sono andati, ha fatto qualunque telefonata ad un’altra persona?”
HARDER: “Cosa?”
(…)

In allegato come Prova 31, una copia esatta e reale del video dell’estratto di quella deposizione.


41.   A quel tempo, ho mandato un messaggio anche a Melanie. In allegato come Prova 32, una copia esatta e reale dei messaggi tra noi quella sera (i miei messaggi in bianco, i suoi in blu).

Melanie: “Stai bene tesoro?”
Amber: “No. Johnny è venuto ‘per parlare’. Sua madre è appena morta. Poi è andato fuori di testa. E’ convinto ti un’enorme cazzata. Mi ha picchiata. Hanno chiamato la polizia. Sono appena andati via. Sto facendo richiesta per un ordine restrittivo. Il divorzio sarà inoltrato lunedì. La mia faccia è orribile e gonfia. Serata terribile”
Melanie: “Hai bisogno che veniamo da te adesso?!”
Melanie: “Hai bisogno che veniamo da te adesso?! A prenderti”
Amber: “I poliziotti sono tornati. E’ tutto ok. Rock e Josh mi stanno aiutando. Tutto apposto. Scusa, non potevo parlare prima. Se per te va bene, ti mando un messaggio domani”
Melanie: “Ti voglio bene”
“Ciao…. Ti sto pensando”


42.   In allegato come Prova 33, le copie esatte e reali delle foto delle ferite a me inferte il 21 Maggio 2016, che sono state scattate tra il 21 e il 28 Maggio 2016.


27 Maggio 2016, Los Angeles, California:
43.   Dopo l’attacco del 21 Maggio 2016, ho deciso di lasciare definitivamente Johnny. Ho fatto richiesta per un ordine restrittivo per violenza domestica alla Corte Suprema di Los Angeles. In allegato come Prova 34, una copia esatta e reale del documento per Richiesta per Ordine Restrittivo per Violenza Domestica, la Dichiarazione di Amber Laura Depp, la Dichiarazione di Raquel Rose Pennington e annessi allegati, la Dichiarazione di Samantha F. Spector, Avviso Esq. Ex Parte e A Sostegno della Richiesta di Ordine Restrittivo per Violenza Domestica del richiedente Amber Laura Depp, i quali sono stati tutti consegnati il 27 Maggio 2016.

DICHIARAZIONE DI AMBER LAURA HEARD
Io, AMBER LAURA DEPP, dichiaro quanto segue:
1. Sono la Richiedente in questo caso. Conosco personalmente i fatti descritti e se chiamata come testimone, testimonierò quanto segue.
2. Presento questa dichiarazione a sostegno della mia Richiesta di Ordine Restrittivo per Violenza Domestica contro l’Interpellato John Christopher Depp II aka Johnny Depp (“Johnny”). Richiedo anche l’assegno di mantenimento in forma pendente lite (n.d.a: per la durata del contenzioso), possesso esclusivo della residenza al 849 Broadway a Downtown Los Angeles (“Residenza di Broadway”), possesso esclusivo del veicolo Range Rover 2015 e il pagamento delle spese legali.
3. Io e Johnny abbiamo iniziato a convivere nel 2012 circa, e ci siamo sposati il 3 Febbraio 2015. Non abbiamo figli insieme.
4. Per tutta la durata della nostra relazione, Johnny ha verbalmente e fisicamente abusato di me. Ho dovuto sopportare un eccessivo abuso emotivo, verbale e fisico, incluse furiose, minacciose ed umilianti aggressioni nel momento in cui mettevo in dubbio la sua autorità o non ero d’accordo con lui.
5. Johnny ha una lunga e risaputa, sia in privato che in pubblico, storia di abuso di droghe e alcol. Si arrabbia facilmente. E’ spesso paranoico e il suo comportamento mi terrorizza, visto che si è dimostrato molte volte fisicamente minaccioso e pericoloso per la mia stessa vita. La relazione di Johnny con la realtà oscilla, in base alla sua interazione con alcol e droghe. Così come la paranoia, il delirio e le aggressioni di Johnny sono cresciuti durante la nostra relazione, è cresciuta anche la mia consapevolezza del suo continuo abuso di sostanze. Per questo motivo, ho molta paura di Johnny e per la mia incolumità. Sono terrorizzata al pensiero che ritorni in qualunque momento nella residenza di Broadway, a cui ha pieno accesso nonostante le mie continue richieste al suo staff della sicurezza affinché glielo impedissero per proteggermi, se l’ordine restrittivo non fosse stato emesso immediatamente. Credo fermamente che oltre l’Ordine Restrittivo per Violenza Domestica, Johnny abbia bisogno di seguire un corso sulla gestione della rabbia e un programma d’Intervento per Aggressori.
Eventi Recenti a Sostegno della Richiesta Immediata di Ordine Restrittivo per Violenza Domestica
6. Dall’inizio del 2013 e per tutta la durata del nostro matrimonio, io e Johnny abbiamo convissuto nella residenza di Broadway. La residenza è composta da unità connesse. Richiedo possesso ed uso esclusivo di 3 unità del condominio (Le unità 3, 4 e 5).
7. Il 21 Aprile 2016, ho festeggiato il mio compleanno con i miei amici alle residenza di Broadway. Mentre tutti si stavano preparando per andare via, Johnny è arrivato, ubriaco e fatto. Dopo che i miei ospiti se ne sono andati, io e Johnny abbiamo avuto una discussione riguardo la sua assenza alla mia festa di compleanno, che è peggiorata fino a diventare un brutto litigio che è iniziato con Johnny che ha lanciato una grossa bottiglia di champagne contro il muro e un bicchiere di vino contro di me e sul pavimento —entrambi si sono distrutti. Johnny mi ha poi afferrata per le spalle e mi ha sbattuta violentemente sul pavimento. Inoltre, Johnny mi stava urlando contro e mi stava minacciando, invitandomi ad alzarmi. Dopo parecchi minuti, Johnny è uscito di casa, ma non prima di aver rovesciato e distrutto quasi tutto ciò che ha trovato nel suo cammino.
8. Dopodiché, non ho più visto Johnny per un mese.
9. La volta successiva, l’ho visto il 21 Maggio 2016. E’ arrivato alla residenza di Broadway alle 19:15 circa. Era ubriaco e fatto. Al momento dell’arrivo di Johnny, era presente la mia amica Elizabeth Marz, insieme alla mia amica Raquel Rose Pennington e al suo fidanzato Joshua Drew, che vivevano nell’appartamento adiacente alla residenza di Broadway.
10. Quando Johnny è arrivato, inizialmente, stavamo parlando tranquillamente nel nostro soggiorno riguardo alla morte di sua madre e io cercavo di consolarlo mentre eravamo seduti sul divano. All’improvviso, ha iniziato a intestardirsi su una cosa non vera e il suo atteggiamento è cambiato drasticamente. E’ diventato estremamente arrabbiato. Ho provato a calmarlo chiamando uno dei suoi impiegati più fidati affinché lo distogliesse dalle sue assurde preoccupazioni, ma non ha funzionato.
11. Johnny stava diventando sempre più furioso. Ho iniziato a preoccuparmi per la mia incolumità e ho mandato un messaggio alla mia amica Raquel che era nell’appartamento accanto. Le ho mandato un messaggio chiedendole di venire. Mentre Johnny continuava a inveire in maniera aggressiva e insensata, (…)
(…) mi ha ordinato di chiamare la nostra amica iO Tillett Wright (“iO”) per confermare le sue accuse paranoiche ed irrazionali riguardo a un’assurdità che aveva in mente.
12. Mentre parlavano con iO con il vivavoce, Johnny mi ha strappato il telefono dalla mano e ha iniziato a urlare insulti ad iO. Ho sentito iO gridare di andarmene di casa. Johnny ha ripreso il telefono, piegato il braccio come un lanciatore di baseball e mi ha lanciato il telefono, colpendomi lo zigomo e l’occhio con grande forza.
13. Mi sono coperta la faccia immediatamente e ho iniziato a piangere a causa del dolore provocato dal telefono che mi ha colpito il viso. Johnny si è avvicinato aggressivamente a me e ha insistito per vedere la mia faccia. Ha preso a schernirmi, provocandomi per vedere se il telefono mi aveva o meno colpita. Poi mi ha tirato violentemente indietro i capelli mentre io cercavo di alzarmi dal divano. Ho urlato ‘Chiama il 011’ – sperando di essere sentita da iO che era ancora al telefono. Johnny ha continuato ad urlare contro di me, a tirarmi i capelli, a colpirmi mentre mi stringeva brutalmente il viso.
14. Raquel è entrata in casa usando la chiave che le avevo dato in passato. Sono sfuggita dalla presa di Johnny nel momento in cui si è distratto dall’arrivo di Raquel.
15. Johnny si è avvicinato di nuovo a me in modo aggressivo dopo che mi ero spostata dall’altro lato della stanza. Raquel è corsa fra di noi e ha pregato Johnny di fermarsi. Ha spostato bruscamente le braccia che Raquel aveva esteso con fare protettivo e ha continuato a urlarle insulti.
16. Ho indietreggiato verso il divano. Raquel si è avvicinata a me per coprirmi con il suo corpo, poi Johnny ha preso la grossa bottiglia di vino da cui stava bevendo e ha iniziato a farla oscillare, distruggendo tutto ciò che poteva.
17. Johnny mi ha assalita di nuovo, ordinandomi di alzarmi in piedi. Lo ha fatto circa dieci volte, avvicinandosi sempre di più, alzando sempre più la voce e diventando ogni volta sempre più minaccioso. Il team della sicurezza di Johnny, incluso Jerry Judge, è entrato nella stanza, ma sono rimasti in disparte senza fare o dire nulla. Ho pregato Jerry di aiutarmi e gli ho detto che se Johnny mi avesse colpita un’altra volta, avrei chiamato la polizia. I sentito Jerry dire, ‘Boss, per favore’. Ma Johnny ha continuato a urlare e a rompere oggetti, lasciando infine l’abitazione.
18. Mentre Johnny percorreva il corridoio, ha distrutto un’altra bottiglia di vino e poi è entrato nell’unità adiacente che utilizzavo come mio ufficio, sgabuzzino e studio per dipingere. Riuscivo a sentire lui che distruggeva oggetti di mia proprietà mentre continuava a urlare.
19. Joshua e Raquel mi hanno portato nel loro appartamento per tenermi al sicuro. Alla fine, non ho più sentito Johnny.
20. Allegate insieme come Prova “A”, le foto che ritraggono le ferite sulla mia faccia e gli oggetti danneggiati da Johnny.
21. Vivo con la paura che Johnny torni alla residenza di Broadway senza avvertire per terrorizzarmi, fisicamente ed emotivamente. Ho bisogno della protezione del Tribunale tramite l’emissione l’ordine restrittivo per Violenza Domestica. Ci sono stati parecchi altri incidenti precedenti di violenza domestica con Johnny, in particolare un grave episodio nel Dicembre 2015 in cui ho veramente temuto che la mia vita fosse in pericolo.
22. In aggiunta all’Ordine Restrittivo per Violenza Domestica, dal momento che non ho altro posto in cui vivere eccetto la residenza di Broadway (la mia casa per gli ultimi due anni), richiedo l’uso e il possesso esclusivi di tale proprietà. Richiedo anche l’uso e il possesso esclusivi del veicolo Range Rover, che tutt’ora uso. Infine, richiedo il possesso del mio cane Pistol.
23. Seppure Johnny sia estremamente benestante, si rifiuta di fornirmi direttamente sostegno economico. In concomitanza a questo documento, fornisco una Dichiarazione dei Redditi e delle Spese. Chiedo $50,000 al mese come assegno di mantenimento in forma pendente lite (n.d.a: per la durata del contenzioso) in base al nostro stile di vita durante il matrimonio.
24. Eccetto ciò che si basa su informazioni o credenze, Conosco personalmente i fatti descritti e se chiamata come testimone, testimonierò quanto dichiarato. Questa dichiarazione è presentata come testimonianza personale ai sensi del Codice di Procedura Civile §§ 2009 e 2015.5, delle Leggi della Corte della California, Norma 5, 118(f), e Reifler v. Superior Court (1974) 39 Cal.App. 3d 479.
Dichiaro sotto penalità di falsa testimonianza ai sensi delle leggi dello Stato della California che quanto sopra esposto è vero ed esatto. Eseguito il 26 Maggio 2016 a Los Angeles, California.
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DICHIARAZIONE DI RAQUEL ROSE PENNINGTON
Io, RAQUEL ROSE PENNINGTON, dichiaro quanto segue:
1. Conosco personalmente i fatti descritti e se chiamata come testimone, testimonierò quanto segue.
2. Presento questa dichiarazione a sostegno della richiesta della Richiedente AMBER LAURA DEPP di Ordine Restrittivo per Violenza Domestica contro l’Interpellato John Christopher Depp II aka Johnny Depp (“Johnny”).
3. Sono amica di Amber dal 2003. Io e il mio fidanzato Joshua Drew viviamo in uno degli appartamenti collocati a 849 South Broadway a Los Angeles. Ho una chiave delle unità abitative che Amber condivide con Johnny.
4. Il 21 Maggio 2016, ero a casa mia con Joshua quando ho ricevuto un messaggio da Amber più o meno alle 20:06, che mi chiedeva di andare a casa sua.
5. Sono andata immediatamente da Amber. Quando sono arrivata alla porta, ho sentito Amber e Johnny litigare dentro. Ho bussato alla porta chiusa, ma non ho avuto risposta, per cui sono corsa di nuovo a casa per prendere la chiave per aprire la porta di Amber.
6. Sono tornata nell’appartamento di Amber meno di un minuto dopo. Quando ho aperto la porta, ho visto Amber vicino al divano nel soggiorno mentre si copriva la testa con le braccia e le mani, mentre Johnny le urlava forte contro.
7. Sono corsa da loro e mi sono messa in mezzo a Johnny e Amber, pregando Johnny di smettere di urlarle addosso. Ho alzato le braccia in maniera difensiva, facendogli cenno di fermarsi. Johnny ha schiaffeggiato le mie mani e ha iniziato a insultarmi. Ho provato a coprire Amber col mio corpo per proteggerla da lui.
8. Johnny ha preso una grande bottiglia di champagne e ha iniziato a farla oscillare come una mazza da baseball. Il vino ha schizzato ovunque sulle pareti, sui pavimenti e sugli arredi, e ha iniziato a usare la bottiglia per distruggere tutto quello che poteva. (…)
(…) 9. In seguito ha assalito Amber, urlandole di alzarsi. Le ha ripetutamente gridato di alzarsi — circa dieci volte — e ogni volta, si avvicinava di più, alzava la voce e si faceva più minaccioso.
10. Il team della sicurezza di Johnny è dunque arrivato, incluso Jerry Judge, ma ognuno di loro è rimasto in disparte senza dire o fare niente.
11. Amber ha pregato Jerry di aiutarla e ha detto che se Johnny l’avesse colpita ancora una volta, avrebbe chiamato la polizia.
12. Jerry ha detto “Boss. Per favore”.
13. Johnny ha continuato a urlare e a rompere oggetti, prima di incamminarsi fuori dall’appartamento verso il corridoio, dove ha continuato a gridare a rompere altre cose.
14. Ho sentito Johnny entrare nell’appartamento privato di Amber, dove teneva i suoi oggetti personali e i suoi disegni, e continuare a urlare e rompere oggetti.
15. Joshua è arrivato nell’appartamento e insieme abbiamo portato Amber nella nostra unità per metterla al sicuro.
16. Ho notato che Amber aveva un’importante ferita nell’occhio destro come risultato dell’incidente con Johnny, dal momento che c’era un arrossamento e un rigonfiamento. Amber stava piangendo e tremando, aveva molta paura di Johnny.
17. Alla fine, ho sentito Johnny andarsene dalla residenza. In seguito, ho scattato delle foto al viso di Amber che sono allegate come Prova “A” nella di Dichiarazione di Amber.
18. Molte volte nel corso degli scorsi anni, Amber mi ha confidato e si è lamentata con me degli abusi per mano di Johnny, sia fisici che verbali.
19. Eccetto ciò che si basa su informazioni o credenze, Conosco personalmente i fatti descritti e se chiamata come testimone, testimonierò quanto dichiarato. Questa dichiarazione è presentata come testimonianza personale ai sensi del Codice di Procedura Civile §§ 2009 e 2015.5, delle Leggi della Corte della California, Norma 5, 118(f), e Reifler v. Superior Court (1974) 39 Cal.App. 3d 479.
Dichiaro sotto penalità di falsa testimonianza ai sensi delle leggi dello Stato della California che quanto sopra esposto è vero ed esatto. Eseguito il 27 Maggio 2016 a Los Angeles, California.
DICHIARAZIONE DI SAMANTHA SPECTOR
Io, SAMANTHA F. SPECTOR, dichiaro quanto segue:
1. Sono un avvocato debitamente autorizzato a praticare nel tribunale dello Stato della California e sono la responsabile della Spector Law, APLC, avvocato della Richiedente Amber Laura Depp. Conosco personalmente i fatti descritti e se chiamata come testimone, testimonierò quanto segue.
AVVISO EX PARTE INVIATO
2. Il 26 Maggio 2016, alle 9:45 circa, ho telefonato l’avvocato dell’Interpellato John Christopher Depp II (“Johnny”), Laura Wasser, Esq. Ho richiesto di parlare con la Signora Wasser e mi è stato detto che non era disponibile. Allora ho richiesto di parlare con Samantha Klein, Esq., e mi è stato detto che non era disponibile. Allora sono stata indirizzata alla segreteria telefonica di entrambe; invece, ho chiesto di parlare (…)
(…) con l’assistente della Signora Wasser, Linda Bigbee, e mi è stato detto che nemmeno lei era disponibile e sono stata indirizzata alla sua segreteria telefonica.
3. Ho lasciato un messaggio nella segreteria telefonica per la Signora Wasser alle 9:45 e ho informato che la Richiedente, Amber Laura Depp (“Amber”) si sarebbe presentata come ex parte alle 8:30 venerdì 27 Maggio 2016, al Dipartimento 6 della Corte Suprema di Los Angeles situata a 111 North Hill Street, Los Angeles, California 90012. Nello specifico, ho riferito che Amber avrebbe fatto richiesta di Ordine Restrittivo per Violenza Domestica contro l’Interpellato John Christopher Depp II (“Johnny”), includendo le richieste per: (1) assegno di mantenimento in forma pendente lite (n.d.a: per la durata del contenzioso) pagato da Johnny a Amber; (2) l’uso e il possesso esclusivo di Amber della residenza a 849 S. Broadway; (3) l’uso e il possesso esclusivo del veicolo Range Rover nero che Amber tutt’ora guida; (4) il possesso esclusivo di Amber dei cani, Pistol e Boh; e (5) un contributo finanziario da parte di Johnny per le spese legali di Amber.
4. In seguito ho mandato una email alla Signora Wasser per elencare tutto ciò sopra citato, e copiando la stessa alla Signorina Klein e alla Signorina Bigbee. Una copia vera ed esatta della mia mail alla Signora Wasser datata 26 Maggio 2016 alle ore 9:52 che conferma il mio avviso ex parte, è allegata come Prova “A”.
5. Successivamente, alle 9:59 circa, sono riuscita a parlare direttamente con la Signora Klein e le ho riferito tutto ciò sopra citato per telefono.
TENTATIVI DI RISOLVERE IL CONTENZIOSO PRIMA DELL’AVVISO EX PARTE E DELLA RICHIESTA DI ORDINE RESTRITTIVO PER VIOLENZA DOMESTICA
6. Ho tentato di risolvere questo contenzioso con gli avvocati di Johnny prima di dare l’avviso per l’imminente Richiesta di Ordine Restrittivo per Violenza Domestica.
7. Il 24 Maggio 2016, ho inviato una lettera all’avvocato di Johnny, Jacob A. Bloom. Ho riferito che, nonostante Amber fosse stata aggredita e continuasse a temere per la sua sicurezza, vista la notorietà di entrambe le parti e l’alta probabilità di venire assillati dalla stampa, Amber avrebbe preferito risolvere il contenzioso civilmente fuori dal Tribunale. Una copia vera ed esatta della mia lettera al Signor Bloom datata 24 Maggio 2016 è allegata come Prova “B”.
Dichiaro sotto penalità di falsa testimonianza ai sensi delle leggi dello Stato della California che quanto sopra esposto è vero ed esatto. Eseguito il 27 Maggio 2016 a Los Angeles, California.
____
“Ciao Laura,
Ho chiamato il tuo ufficio e ho chiesto di parlare sia con te che on Samantha Klein. Sono stata indirizzata alla vostra rispettiva segreteria telefonica. Allora ho chiesto di parlare con la tua assistente Linda Bigbee e, di nuovo, sono stata mandata alla sua segreteria telefonica.
Così, per mettere per iscritto il messaggio che ti ho lasciato nella segreteria telefonica questo mattino alle 9:45, confermo che ti ho inviato un’avviso ex parte, domani 27 Maggio 2016 alle 8:30, per conto di Amber Depp andremo al Dipartimento 6 della Corte Suprema di Los Angeles situato a 111 North Hill Street, Los Angeles, CA 90012, di fronte all’Onorevole Carl H. Moor per richiedere un Ordine Restrittivo per Violenza Domestica CLETS contro Johnny Depp, che includerà le richieste per (1) assegno di mantenimento in forma pendente lite (n.d.a: per la durata del contenzioso) pagato da Johnny a Amber; (2) l’uso e il possesso esclusivo di Amber della residenza a 849 S. Broadway; (3) l’uso e il possesso esclusivo del veicolo Range Rover nero che Amber tutt’ora guida; (4) il possesso esclusivo di Amber dei cani, Pistol e Boh; e (5) un contributo finanziario da parte di Johnny per le spese legali di Amber.
Cordiali saluti,
Samantha”


44.   Il 27 Maggio 2016, sono andata in Tribunale per un’udienza sulla mia richiesta di ordine restrittivo per violenza domestica. Allora, avevo ancora il viso tumefatto dopo il violento assalto di Johnny avvenuto sei giorni prima. Il Tribunale mi ha garantito l’ordine restrittivo per violenza domestica contro Johnny. In allegato come Prova 35, una copia esatta e reale dell’Avviso di Udienza del Tribunale e dell’Ordine Restrittivo Temporaneo consegnati il 27 Maggio 2016.


Giugno 2016, Los Angeles, California:
45.   Nel Giugno 2016, i media hanno iniziato a riportare che c’erano alcune persone che affermavano di avermi vista tra il 21 Maggio e il 26 Maggio 2016, dicendo che non sembravo ferita. Altri hanno detto che le mie ferite erano finte basandosi su altre foto in cui i lividi erano stati deliberatamente coperti usando i miei capelli. Ovviamente, come ho già menzionato, altre mie foto scattate durante quel periodo mostrano le mie ferite. Allo stesso modo, molte persone che ho incontrato ad alcuni eventi privati hanno visto i miei lividi e mi hanno chiesto se potessero aiutarmi, ma mi hanno anche detto che non potevano commentare pubblicamente perché avevano motivo di temere che avrebbero perso il loro lavoro o il loro sostentamento se avessero collaborato con me.
46.   Come parte della difesa di Johnny nella mia causa di divorzio, i suoi avvocati hanno riportato che sono stata arrestata per uno scontro fisico con la mia ex moglie, Tasya van Ree. Quell’informazione è deliberatamente fuorviante, visto che la polizia mi ha rilasciata senza che nessuna accusa fosse mai presentata. La Signorina van Ree ha pubblicamente contraddetto i racconti dei media generati dal team di Johnny, dicendo “Nel 2009, Amber è stata erroneamente accusata per un incidente che è stato male interpretato e drammatizzato da due individui in una posizione di potere. Ricordo atteggiamenti misogini verso di noi, poi chiaramente omofobici, quando hanno scoperto che eravamo una coppia di fatto e non solo ‘amiche’. Le accuse sono state fatte cadere immediatamente e lei è stata rilasciata alcuni istanti dopo. E’ avvilente il fatto che l’integrità di Amber e la sua storia siano messe in dubbio ancora una volta. Amber è una donna brillante, onesta e meravigliosa e nutro il massimo rispetto per lei. Abbiamo condiviso 5 fantastici anni insieme e siamo molto unite ancora oggi”. Una copia esatta e reale di un articolo datato 8 Giugno 2016 apparso su E! Online che riporta le dichiarazioni della Signorina van Ree è allegata come Prova 36.


47.   Il 6 Giugno 2016, iO Tillett Wright – che era al telefono con me e Johnny durante la lite del 21 Maggio 2016 e ha chiamato il 911 – ha reagito a questo racconto riportato da qualche media su Twitter. L’username di iO su Twitter è “iOlovesyou”. In allegato come Prova 37, le copie esatte e reali dei cinque tweet di iO postati il 6 Giugno 2016.

“Stronzate. Ne ho abbastanza. Ho visto i lividi. Molte volte. E il labbro spaccato. E i tagli sulla testa.”
“Quante prove deve presentare una donna? Ha foto, messaggi, testimoni, e ha richiesto un ordine restrittivo,”
“Ma no… un vicino chiede al portiere e poi parla con TMZ e QUELLA diventa una news da prima pagina e serve come ‘evidenza’. Caro vicino – VERGOGNATI.”
“Questa cultura che incolpa le vittime mi fa schifo. Sono un testimone. Sono qui. Sto parlando. Non sopporto più questa caccia alle streghe.”
“Ero al fottuto telefono quando l’ha picchiata. L’HO SENTITA URLARE. Testimonierò. Qui e in tribunale. Sotto giuramento. DI COS’ALTRO HA BISOGNO UNA DONNA?”


48.   Il 13 Giugno 2016, iO ha consegnato una dichiarazione con una prova in allegato. In allegato come Prova 38, una copia esatta e reale della Dichiarazione di iO Tillett Wright e la prova in allegato.

DICHIARAZIONE DI iO TILLET WRIGHT
Io, iO TILLET WRIGHT, dichiaro quanto segue:
1. Conosco personalmente i fatti descritti e se chiamata come testimone, testimonierò quanto segue.
2. Presento questa dichiarazione a sostegno della richiesta della Richiedente AMBER LAURA DEPP di Ordine Restrittivo per Violenza Domestica contro l’Interpellato JOHN CHRISTOPHER DEPP II aka JOHNNY DEPP.
3. La sera del 21 Maggio 2016, ho ricevuto una telefonata da Amber che mi chiedeva di parlare con Johnny in vivavoce, perché era molto arrabbiato riguardo una cosa che pensava gli avessi fatto. Amber mi ha detto che sperava l’aiutassi a calmare Johnny, rassicurandolo che ciò che credeva fosse successo non era vero.
4. Subito dopo, ho sentito Johnny iniziare ad infuriarsi, urlando “E se ti tiro i capelli all’indietro?”
5. In seguito ho sentito Amber piangere terrorizzata e pregare Johnny di fermarsi, e subito dopo ho sentito Amber urlare “Chiama il 911” prima che la chiamata s’interrompesse.
6. Ho chiamato il 911 per salvare la vita ad Amber.
7. In allegato come Prova “A”, una copia vera e esatta dell’articolo che ho scritto riguardo alla relazione spesso abusiva e tormentata che Amber ha dovuto sopportare a causa di Johnny, prima che trovasse finalmente la forza e il coraggio di ribellarsi al suo atteggiamento abusivo.
Ho chiamato il 911 perché lei non lo faceva mai. Perché ogni volta che succedeva, il suo primo pensiero era proteggere lui. Perché ogni volta che succedeva, l’uomo dolce ed amorevole che tutti amavamo tornava con abbondanti scuse, giurava a destra e a manca di aver capito quanto orribile fosse quello che aveva fatto, e prometteva che non lo avrebbe fatto più. Tutti lo amavamo, ma specialmente lei, e lei voleva credere che quel comportamento non sarebbe durato.

Gli episodi di violenza sono cominciati con un calcio su un aereo privato, poi sono diventate spinte e pugni occasionali, fino a quando, a Dicembre, lei ha descritto un assalto bello e buono in cui si è risvegliata con il cuscino ricoperto di sangue. So questo perché sono andata a casa loro. Ho visto il cuscino con i miei occhi. Ho visto il labbro spaccato e le ciocche di capelli sul pavimento. Ho ricevuto la telefonata immediatamente dopo l’accaduto, le sue urla e il suo pianto, una donna stoica ridotta in singhiozzi.

Capivo il suo dolore. Era anche amico mio, una persona a cui volevo molto bene. Una persona che un tempo consideravo un fratello. Una persona con cui avevo riso alle assurdità dei media e al ruolo che mi attribuivano all’interno della loro famiglia. Una persona che è venuta in mio soccorso nel mio periodo più difficile, che mi ha salvato la vita, con cui ho vissuto un anno dietro suo invito mentre guarivo e lavoravo. Sapevo che fosse buono e gentile, con un caratteraccio e un lato oscuro, ma dal cuore d’oro. Non volevo crederci nemmeno io, fino a quando non ho visto la distruzione.

Quando chiami qualcuno tuo fratello, ti prendi l’impegno di rimproverarlo quando fa qualcosa di sbagliato. Mentre lei, tremando e piangendo, descriveva quest’uomo di 88 chili travolgere con l’intero peso del suo corpo per dare una testata alla moglie di 54 chili in un attacco d’ira, ho capito che un imperdonabile limite era stato superato.

Sono stato diretto testimone dello sconcertante caos mentale di cui una persona abusata cade vittima, cercando di bilanciare il desiderio di proteggere il suo aggressore con la consapevolezza che una faccia gonfia è inaccettabile. L’ho ascoltata mentre cercava di ricordare qualcosa che potesse aver fatto per poterlo provocare, come avrebbe potuto farlo arrabbiare abbastanza per arrivare a tanto.

Mi sono seduto e ho ascoltato, il cuore dolorante perché volevo così bene all’uomo tenero e generoso mosso da questa rabbia, eppure… l’inequivocabile punto è che niente che lei avrebbe potuto dire o fare avrebbe giustificato ciò che lei descrive come lui che la trascina su per le scale per i capelli, lui che la prende a pugni dietro la testa, lui che la strangola quasi fino a farla svenire, e lui che si scaglia con la testa contro il naso di lei fino a romperglielo, quasi.

Diciamo che la violenza domestica è orribile, la condanniamo. Ma come cultura, creiamo il terreno più fertile affinché prosperi. Il ciclo di abusi è perpetrato da chiunque affermi che la vittima si è più probabilmente data un pugno da sola anziché far fronte alla più che reale evidenza di violenza dinnanzi a sé. La cultura del victim-blaming (n.d.a. incolpare la vittima) è tutto ciò che protegge la capacità degli aggressori di farla franca con questo tipo di comportamento.

In questo momento, tutte le donne picchiate nel mondo stanno guardando questo circo mediatico e stanno recependo il messaggio che quando si faranno avanti per cercare aiuto, quando romperanno questo ciclo, verranno chiamate arrampicatrici sociali, traditrici e verranno accusate di aver finto tutto per attenzione.

Mi rivolgo ad ogni giornalista, ogni editore, ogni persona disinformata che lascia un commento in un qualche articolo. Siete dei linciatori. Siete un coro sordo. Il vostro cercare una spiegazione per cui lui avrebbe dovuto colpirla manda un chiaro segnale che CI POSSA ESSERE una ragione per picchiare il proprio partner.

Non conta ciò che è stato detto fra due amanti, non conta se la storia si stava per concludere, perché niente giustifica quella risposta. Nessuna persona mai dovrebbe subire violenza da parte della persona che ama.

Ho guardato una donna con lo spirito distrutto andare in onda sulla tv nazionale la sera successiva, ricoperta di trucco, che sorrideva nonostante il labbro spaccato, che quasi è saltata sulla sedia quando qualcuno ha messo per caso una mano sulla sua spalla, perché non sapeva cosa sarebbe successo.

Ecco perché, quando è successo di nuovo, mentre ero al telefono con entrambi e l’ho sentito cadere, sentendo lui dire “E se ti tirassi indietro i capelli?” E lei che urlava chiedendo il mio aiuto, mi sono chiesto come tante altre volte prima se IO dovessi rompere il silenzio che avvolge le celebrità ed invitare la polizia a intervenire in questa situazione e in una manciata di secondi ho deciso che sì, lo avrei fatto. Perché ho realizzato che finché proteggevo l’aggressore dalle conseguenze, stavo consentendo gli abusi e non potevo più stare a guardare. Ho dovuto fare qualcosa per la mia amica e per quello che credo fermamente sia il codice comportamentale che gli essere umani debbano adottare per rapportarsi agli altri.

Che lo amassimo o no non c’entra niente. Quando parliamo di violenza, l’“amore” non fa più parte dell’equazione.


13 Gennaio 2017, Los Angeles, California:
49.   Dopo aver ottenuto l’ordine restrittivo contro Johnny, abbiamo proceduto con la dissoluzione del nostro matrimonio. Una copia esatta e reale della Sentenza di Dissoluzione del Matrimonio, ottenuta il 13 Gennaio 2017, è allegata come Prova 39.
Dicembre 2018, Los Angeles, California:
50.   In seguito alla mia separazione estremamente pubblicizzata da Johnny, ho letto molti articoli nei media in cui venivo definita una vittima di violenza domestica. In risposta, molte persone mi hanno dato della bugiarda (senza mai sentire la mia storia). Sono stata licenziata dalla campagna di un brand della moda di fama internazionale. Ho perso la parte in un film per cui ero già stata confermata. Persone che non ho mai incontrato e con cui non ho mai parlato mi hanno minacciato di violenza. Ho ricevuto così tante minacce di morte che ho dovuto cambiare il mio numero di telefono praticamente ogni settimana.
51.   Le persone mi hanno accusata di aver abusato di Johnny. Questo è assolutamente falso. Non ho mai attaccato Johnny se non per difesa personale (e in difesa di mia sorella). Non ho mai abusato fisicamente di nessuno. So bene cosa ciò comporta nelle persone.
52.   Invece, ho tentato di fare del bene nel mondo e di fare da portavoce per porre fine alla violenza domestica. Ho cercato di usare la mia fama per parlare di un problema che significava tantissimo per me e riguarda milioni di uomini e donne ogni anno. Ho parlato di violenza in pubblico, ma ho sempre evitato di riferirmi specificamente a Johnny, o di ricordare la sua violenza verso di me, non solo perché volevo lasciarmi alle spalle quella fase della mia vita, ma anche perché ero costretta dai termini dell’accordo di riservatezza che Johnny ha insistito firmassi come parte del nostro accordo per il divorzio.
53.   I primi di Dicembre del 2018, mentre lavoravo con l’American Civil Liberties Union come Ambasciatrice ACLU per la Difesa dei Diritti delle Donne, sono venuta a conoscenza della possibilità di scrivere un editoriale riguardo ai diritti delle donne. Ho accettato di farlo.
54.   Ho scritto l’editoriale a Los Angeles, California, e l’ho inviato al Washington Post tramite il mio contatto all’ACLU, con sede a New York. L’articolo è stato pubblicato il 18 Dicembre 2018.
55.   Non mi risulta di aver mai parlato con un editore del Washington Post e non ho nemmeno mai viaggiato a Washington, D.C. o in Virginia in connessione all’editoriale. Non ho mai consapevolmente contattato nessun impiegato del Washington Post che lavorasse negli uffici del Washington Post in Virginia. Tantomeno ho discusso con qualche impiegato del Washington Post del fatto che il saggio sarebbe stato pubblicato in una particolare edizione del giornale.
56.   Non sono mai stata in Virginia in tutta la mia vita.
Eseguito il 10 aprile 2019 a Los Angeles, California.
Dichiaro sotto penalità di falsa testimonianza sotto le leggi dello Stato della Virginia che quanto detto è vero e corretto.


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